FIRENZE. IL CAPOLAVORO SARA' ESPOSTO IN GIAPPONE, MA MOLTI STORICI DELL'ARTE INSORGONO «L'Annunciazione», celeberrimo dipinto di Leonardo, parte per il Museo Nazionale di Tokyo e Firenze rispolvera la sua natura di città divisa tra Guelfi e Ghibellini. In questo caso tra favorevoli e contrari a far viaggiare una delle più importanti opere degli Uffizi. Il quadro - «vedette» della mostra «La mente di Leonardo», allestita nell'ambito della rassegna «Primavera Italiana 2007» - sarà un ambasciatore di Firenze e del suo patrimonio nel Sol Levante, sostengono i favorevoli, a cominciare dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. E' un rischio altissimo che non si dovrebbe correre, replicano la storica dell'arte Mina Gregori e il regista Franco Zeffirelli. Ieri, in occasione del «d-day», il senatore di Forza Italia Paolo Amato si è incatenato al loggiato degli Uffizi per protestare. «Chi fa polemiche sul prestito ignora che con il Giappone c'è una reciprocità culturale - ha commentato Rutelli -. Tokyo ha voluto l'Annunciazione, ambasciatrice per milioni di persone che amano l'Italia». A difendere la decisione del ministro è scesa in campo Cristina Acidini, soprintendente al Polo Museale Fiorentino: «Se non avessimo ottenuto tutte le garanzie e se la tavola di Leonardo fosse stata in condizioni anche di lieve precarietà, sarei stata io ad incatenarmi». Ma per un esperto che dice sì si trova subito un altro che la pensa in modo opposto. Come Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, il quale non nasconde la contrarietà alla «missione», tanto che ieri non era presente al distacco del dipinto dalla parete che occupava assieme a «La Vergine delle Rocce» e al «Battesimo di Cristo».Si dovrà aspettare fino a giugno per il ritorno (il capolavoro è stato assicurato per 100 milioni).