"Lavori autorizzati Controllate i cantieri" La Soprintendenza di Torino è intervenuta in merito al rifacimento del pavimento della chiesa di San Maurizio di Re, lavori che avevano scatenato la protesta dei Verdi della valle Vigezzo che avevano criticato la rimozione di alcune lastre ritenute di grande valore. Il dipartimento per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte, pur ribadendo che l'intervento è stato regolarmente autorizzato «per porre rimedio al degrado che irrimediabilmente affliggeva il vecchio pavimento, oggetto di ripetute sostituzioni nel corso dei secoli precedenti», ha ricordato come venga «sempre prescritto l'impiego di materiali locali e di lavorazioni artigianali tipiche della tradizione costruttiva dei siti in cui il monumento si trova». La Soprintendenza ha anche ricordato come «sia implicito che, nell'economia del cantiere, tale sistema suggerirebbe il reimpiego parziale del materiale rimosso che non si riveli irrecuperabile» e ha invitato l'ufficio diocesano competente e il rettore del santuario di Re a vigilare sullo svolgimento dei lavori. Intanto Italo Orsi, responsabile di Italia Nostra del Vco, ha chiesto di poter visionare il deposito dove giace il materiale FINE:RENBAL asportato.
TORINO. chiesa di San Maurizio di Re: lavori autorizzati dalla Soprintendenza
"Lavori autorizzati Controllate i cantieri" La Soprintendenza di Torino è intervenuta in merito al rifacimento del pavimento della chiesa di San Maurizio di Re, lavori che avevano scatenato la protesta dei Verdi della valle Vigezzo che avevano criticato la rimozione di alcune lastre ritenute di grande valore. Il dipartimento per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte, pur ribadendo che l'intervento è stato regolarmente autorizzato per porre rimedio al degrado che irrimediabilmente affliggeva il vecchio pavimento, oggetto di ripetute sostituzioni nel corso dei secoli precedenti, ha ricordato come venga sempre prescritto l'impiego di materiali locali e di lavorazioni artigianali tipiche della tradizione costruttiva dei siti in cui il monumento si trova. La Soprintendenza ha anche ricordato come sia implicito che, nell'economia del cantiere, tale sistema suggerirebbe il reimpiego parziale del materiale rimosso che non si riveli irrecuperabile e ha invitato l'ufficio diocesano competente e il rettore del santuario di Re a vigilare sullo svolgimento dei lavori. Intanto Italo Orsi, responsabile di Italia Nostra del Vco, ha chiesto di poter visionare il deposito dove giace il materiale FINE:RENBAL asportato.
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