CAPITA di confondere hamburger e ketchup con colori e cornici, capita di scambiare gli Uffizi per un McDonald's dell'arte. Capita anche di non avere la pazienza (e la cultura) di passare in un museo più di due ore. Se leggete l'articolo con il quale il celebre «Newsweek», magazine newyorkese a stelle e strisce, parla e sparla gratuitamente della gallerie fiorentina, capirete chi sono i profeti del turismo mordi e fuggi che affligge le nostre città d'arte. Capirete chi sono i consumatori di spaghetti e pizza cut tutto compreso, prima di salire sul pullman perchè bisogna far presto e tornare via. Quelli che in tre giorni visitano Roma Firenze e Venezia e una fila più lunga fa saltare la tabella di marcia. Gli americani se la prendono con noi perchè per entrare in una delle gallerie più famose del mondo si deve fare la coda, poi contestano l'allergia dei fiorentini verso il nuovo, mescolando il modernismo di Isozaki con la necessità di mostrare le centinaia di capolavori nascost i nei depositi perchè non ci sono sale da esposizione. Un pasticcio che mette in cattiva luce Firenze, la sua gente e perfino i sacri Uffizi. C'è tanta gratuita acrimonia nell'articolo di Newsweek - accompagnata da notizie approssimative - da far venire il sospetto che possa nascondere un sottile spirito malizioso verso le ultime querelle aperte fra il Metropolitan Museum di New York e l'Italia, sulla restituzione di oggetti a suo tempo trafugati, che ora arricchiscono alcune collezioni Usa. Ma il colpo basso del giornale americano è assolutamente fuori misura. A prescindere. Non si capisce il diritto di prendere a schiaffi Firenze, anche solo bocciando - come fa Newsweek - la scelta di ampliare le sale per mostrare quadri mai visti. Se ci sono turisti Usa che si accontentano di avvistare la Venere del Botticelli e di sfiorare appena il Tondo Doni, ce ne sono tanti altri sparsi nel mondo, animati da una cultura assai più riflessiva. O, più semplicemente, da una cultura e bas ta. E non si spaventano di dover affrontare quello che nell'articolo viene paragonato all' Inferno dantesco: una lunga coda sotto il loggiato vasariano e una «faticosa» passeggiata senza timer nei bracci della galleria. Senza timer. Che ne direste se, entrando in un museo, vi consegnassero un biglietto a tempo. Roba da americani.