Derubato nei giorni scorsi dai soliti ignoti un "mascherone" in pietra della caratteristica fontana di "Tolomei" che sgorga da un'attigua sorgente. Un luogo molto frequentato molti anni fa, riferisce un anziano abitante del posto, dove si poteva giocare a bocce e bere l'acqua fresca che sgorgava dalla fontana. Ora tutto è in abbandono. Il furto è avvenuto presumibilmente durante le ore notturne. Un pezzo non di grande valore ma che impoverisce ulteriormente il patrimonio artistico cittadino. La fontana di "Tolomei", infatti, fa parte dell'itinerario d'ambiente «Casa Davide-Tolomei» predisposto dall'azienda di soggiorno alcuni anni fa. Il nome deriva dal proprietario Bartolomeo David. É questo l'ultimo colpo in ordine di tempo inferto al patrimonio architettonico della città. «Anche se qualcosa si sta muovendo sotto l'aspetto del recupero di alcune strutture ed opere - afferma la storiografa Lucia Avigliano - ancora c'è molto da lavorare per tentare di salvaguardare la nostra eredità culturale». L'elenco delle strutture che meriterebbero maggiore attenzione da parte delle autorità preposte è molto lungo. Sono puntellati da alcuni anni archi cinquecenteschi al di sotto della chiesa di San Felice. Numerose sono, inoltre, anche le edicole votive sparse su tutto il territorio metelliano che sono abbandonate e spesso in preda anche ad atti vandalici. Francesco Romanelli