DERVIO In 128 hanno firmato l'appello per evitare la costruzione di una abitazione tra le mura medievali di Corenno DERVIO Una lettera-petizione firmata da 128 cittadini è stata inviata al ministero dei Beni culturali e alle soprintendenze dal gruppo di iniziativa intercomunale «Diritti doveri». L'iniziativa è nata per opporsi alla possibilità che il Comune di Dervio ha concesso alla proprietà, attraverso il Prg. di realizzare una piccola casa all'interno delle mura del castello di Corenno Plinio, «La raccolta di firme è stata simbolica. - spiegano Sergio Maffezini e Chiara Geronimi - L'abbiamo fatta in questa forma per sensibilizzare e informare, per sollevare il problema». L'iniziativa ha lo scopo, secondo i promotori, di cercare di «preservare la medievalità di Corenno e valorizzarla in un contesto come quello della sponda orientale dell'alto lago di Comò, già martoriata da una speculazione edilizia evidente che cancella la bellezza del paesaggio, mina l'assetto idrogeologico e incide sui servizi per la comunità». Al banco di Corenno per la raccolta delle firme c'è stata anche la visita del proprietario del castello Angelantonio Marietti che ha ripetuto le sue ragioni senza convincere i promotori. «Non può convincere - dicono i portavoce - una persona che dice di amare Corenno e nonostante le numerose abitazioni che già possiede, vuole a tutti i costi avere una residenza nel castello che, anche se è di sua proprietà, non è stato mai adibito a tale funzione. La sola invasione edilizia comprometterebbe la vita stessa di una testimonianza storica che per questo appartiene all'umanità».
Dervio (Lecco). Petizione al ministero: Nessuna costruzione nel castello
Il Comune di Dervio ha concesso la proprietà del castello di Corenno Plinio per la realizzazione di una piccola casa. Un gruppo di cittadini, con il sostegno del gruppo di iniziativa intercomunale Diritti doveri, ha firmato un'appello per evitare la costruzione. La raccolta di firme è stata simbolica e ha lo scopo di preservare la medievalità di Corenno e valorizzarla. I promotori dell'iniziativa sostengono che la costruzione comprometterebbe la vita stessa di una testimonianza storica. Il proprietario del castello, Angelantonio Marietti, ha espresso le sue ragioni senza convincere i promotori. La costruzione è stata prevista attraverso il Prg.
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