LA PRESIDENTESSA GIULIA CRESPI RICEVUTA DA NAPOLITANO Rutelli alla Giornata Fai: governo in prima linea contro gli ecomostri ROMA «I danni fatti all'ambiente dal precedente governo sono stati immensi: grazie alla manica larga nelle concessioni edilizie e nei condoni, molte persone hanno smesso di percepire l'abuso come sfregio al bene collettivo. Hanno perso il senso morale che vieta di attentare allo scenario del nostro vivere quotidiano. E' difficile tornare indietro, perché la "politica del mattone" colpisce anche il centrosinistra: sì costruisce in superficie e sottoterra, tagliando piante e giardini per realizzare il disegno più antimoderno che esista: portare le auto nei centri storici». Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, incomincia con un «j'accuse» la presentazione, nella sede del ministero per i Beni Culturali, della XV edizione della «Giornata di Primavera» che, in realtà, sì prolungherà per 48 ore e vedrà il 24 e il 25 marzo l'apertura straordinaria di 500 monumenti in 200 città. Concetti ribaditi anche davanti al presidente Napolitano che nel pomeriggio l'ha ricevuta al Quirinale. Il ministro Rutelli che le siede accanto, lodando le iniziative di quest'associazione privata «tra le più benemerite d'Europa, perché non si limita a lanciare allarmi, ma opera nel concreto, salva, gestisce e rende fruibili i beni adottati», prima ammette: «E' vero, la crescita dei valori immobiliari spinge a costruire in modo dissennato, arrecando guasti all'ambiente». Poi, a sottolineare che anche la mano pubblica non è inerte, annuncia per il 26 maggio la riapertura della cattedrale di Noto. Ma garantisce interventi pesanti contro l'abusivismo: «Una controffensiva del mio dicastero». Non dice di più, ma si parla dell'abbattimento d'uno degli ecomostri che punteggiano il Belpaese. La giornata Fai di Primavera si propone come rovescio della fosca medaglia su cui è disegnata l'Italia di inquinatori e menefreghisti. Lo dicono le cifre: l'iniziativa ha assunto i contorni d'una manifestazione di massa che ha coinvolto quattro milioni di visitatori, partendo dai 30 mila del '93 in un crescendo funambolico. «Lo scopo - spiega Marco Magnifico, amministratore delegato culturale del Fai - è autarci a guardare l'Italia con occhi nuovi. Ci piace fare riferimento a un versetto della Bibbia in cui Isaia avverte: "L'uomo coltivi e custodisca il giardino del mondo"». E, allora, 500 appuntamenti, con 9 mila volontari - oltre a un migliaio della Protezione Civile - a farci da guida. Visite gratuite, anche se il Fai chiede, a chi vorrà, un contributo a integrazione degli interventi di sponsor come Wind, Ferrerò Rocher, Bartolini. Con la possibilità, versando 5 euro, di diventare soci Fai per due mesi. In questo «catalogo» cospicua la presenza d'esempi d'archeologia industriale: i lanifici Maurizio Sella, le cui prime citazioni risalgono a documenti del '200, quelli dì Pria che conservano, nelle sale «nobili», un archivio di campioni di tessuti unico al mondo e la Cittadellarte Fondazione Pistoletto. Offerto alla visita anche il linificio-canapificio di Farà d'Adda: è destinato alla chiusura, ma gli stessi operai hanno chiesto di fare da Ciceroni della loro fabbrica. Andando a ritroso nel tempo, ecco l'Arsenale mediceo di Pisa dove, sino al 1540, venivano costruite le navi della flotta toscana; il complesso architettonico della manifattura Tabacchi di Sacco in Trentino. A Torino un fuoco d'artificio di proposte: il giardino Fenologico del parco delle Vallere, il Castello del Valentino, la Reale società Canottieri Cerea, palazzo Aldobrandini Biandrate di via delle Orfane, oltre alla possibilità di un'escursione nel Vallone degli Invincibili in Val Pellice. A Tortona si spalancano le porte dei magazzini per il Sale progettati dal genio di Nervi. Molto presente, il '900. «Ci renderemo conto - spiega Magnifico - che a Sabaudia sì spediscono vaglia e telegrammi in un palazzo delle Poste costruito dal futurista Angiolo Mazzoni. E che, a Corno, i bambini vanno all'asilo in un edificio di Giuseppe Terragni, tra i massimi esponenti del razionalismo». Continuiamo a camminare nella storia. A Vicenza entreremo a Palazzo Valle ricco d'affreschi del Tiepolo; a Genova riapre una delle più sontuose dimore liguri, Villa Saluzzo Bombrini. Tra il 1960 e il 1990 uno dei tre appartamenti in cui fu suddivisa venne affittata alla famiglia De Andre: la camera di Fabrizio è tutt'ora visibile. Restiamo in Liguria. A Chiavari splendono le «ville dei 'mericani»: dalla seconda metà dell'800 cominciano a giungere i nuovi ricchi di ritorno dal Sud America. Scenografia felice per i tanti emigranti che, negli stessi anni, partivano per «la Merica» tra entusiasmo e disperazione.