Flash e proteste, ieri mattina alla Galleria degli Uffizi, per il discusso viaggio in Giappone del capolavoro di Leonardo Sono partiti stamattina di buon'ora Antonio Godoli, architetto alla Galleria degli Uffizi, Roberto Boddi, climatologo dell'Opificio delle pietre dure e l'Annunciazione di Leonardo da Vinci. Raggiungeranno Roma per imbarcarsi all'aeroporto di Fiumicino sull'aereo che nel primo pomeriggio si è alzerà alla volta di Tokyo per il più che discusso prestito voluto dal Ministro del beni culturali Francesco Rutelli contro il parere praticamente unanime di tecnici, storici dell'arte, direttori di musei e soprintendenti. Nel Museo Nazionale di Tokyo il capolavoro di Leonardo per tre mesi sarà la star indiscussa di "Primavera Italiana", la manifestazione della moda e del tessile, del vino e della gastronomia e della meccanica made in Italy. «Viaggeremo con la scorta fino a Fiumicino, il che ci permetterà di non farsi attardare dal traffico eccessivo - dice Godoli - e seguiremo la cassa con l'Annunciazione finché non sarà entrata nella panda dell'aereo, non un cargo, un aereo di linea. All'arrivo alle dieci ora locale del 14 marzo si raggiungerà il Museo Nazionale e la cassa verrà messa nella camera di sicurezza dei depositi». Quando verrà aperta? «Il 15, ed il 16 verrà messa nella teca di cristallo blindato già preparata. Domenica e lunedì l'inaugurazione, forse col Ministro Rutelli». Ieri, mentre il capolavoro di Leonardo veniva staccato dal muro della sala 15, legato alla prima colonna del piazzale degli Uffizi con una smagliante catena nuova di zecca (pagata «36 euro») e circondato da suoi compagni di partito, il senatore Paolo Amato, di Forza Italia, ha voluto protestare contro il ministro Rutelli «che, decidendo con arroganza contro il parere dei tecnici, ha voluto questo prestito scellerato. Che 1 Annunciazione torni senza nemmeno un graffio, sennò saranno inevitabili le sue dimissioni». Rutelli risponde da Loreto che quello di Mato è «protagonismo distruttivo», ispirato solo dalla voglia di farsi pubblicità. Taglia corto la soprintendente del Polo Museale Cristina Acidini Luchinat, che ieri mattina ha seguito passo passo il processo di imballaggio del dipinto: «Se non avessimo ottenuto tutte le garanzie e se la tavola di Leonardo fosse stata in condizioni anche di lieve precarietà, allora sarei stata io ad incatenarmi». E l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Gozzinichiosa: «Che le opere d'arte siano messaggere di scambio culturale».