URBINO - Da Loreto a Urbino, il vicepremier Francesco Rutellì marcia a tappe-forzate nella sua vista alle Marche. Partecipa a Loreto al convegno "Le Vie dei Pellegrini" sul turismo religioso, poi corre ad Urbino e ribadisce gli impegni annunciati per la "città ideale". Ai restauri di Palazzo Ducale lo Stato ha stanziato 500 mila euro, il primo punto dell'agenda del ministero dei Beni Culturali per quanto riguarda Urbino ma non il solo. E così il governatore Gian Mario Spacca coglie la palla al balzo e chiede al ministro innamorato della nostra regione il suo impegno per far inserire Loreto e Recanati nella lista dei siti patrimonio dell'umanità e quindi tutelati dall'Unesco, iter già in corso per Ascoli. Il ministro Rutelli esalta le Marche e rilancia sul turismo: "Siamo un Paese da vivere tutto Vanno" "Le bellezze non stanno solo a Roma o Venezia" L'obiettivo è offrire un'alternativa ai milioni di vacanzieri da spiaggia "Mettere insieme eventi e quotidianità è possibile". E per allungare la stagione annuncia uno studio per modificare il calendario scolastico URBINO - Urbino e Loreto, il Duca e la Vergine, laicismo e spiritualità. Ecco due città che fanno la sintesi di una regione plurale e unica. Due eccellenze che fra settembre, con l'Agorà dei Giovani. e il 2009 con la mostra su Raffaello e Giovanni Santi daranno alle Marche risalto internazionale. E' il ministro Rutelli a dare l'input in un tour che ha toccato i due centri. Una giornata intensa la sua, la mattina dalle 9 a Montorso e poi a Urbino prima in Comune e poi a Palazzo Ducale A compensare una visita prevista a gennaio e poi saltata all'ultimo momento. E l'occasione questa volta si fa due volte ghiotta. A Loreto con l'annuncio di inserire la città mamma, insieme a Recanati, nell'elenco dei siti Unesco. A Urbino "una delle città più belle del mondo", dove il ministro prende l'impegno di dare tutto l'apporto possibile per portare a termine i progetti avviati. Ci sono i lavori da ultimare per la Data, per i quali Rutelli promette fondi ma "gradualmente" perché "non siamo in grado di farlo nel 2007"; quelli per dotare Palazzo Ducale di un impianto di climatizzazione di cui la collezione di quadri non può più fare a meno e per il quale il ministero stanzierà 500 mila euro. Ma l'impegno maggiore sarà soprattutto per fare della mostra su Raffaello un grande evento internazionale. Dobbiamo promuovere la bellezza dell'Italia che non e solo Roma Venezia o Firenze" è il suo motto. Il turismo, ricorda anche il presidente Spacca, è il secondo motore dell'economia regionale. Ma che peccato che si concentri in pochi mesi dell'anno con tutto il patrimonio di arte, paesaggi e cultura che le Marche hanno da offrire. "Il nostro - dice Rutelli - è un Paese da vivere tutto l'anno". Basta pensare ai "milioni di turisti, che d'estate affollano le spiagge". Perché non offrire loro l'occasione di tornare anche gli altri mesi? "Mettere insieme eventi e quotidianità, sensibilità ed esperienze diverse" è ceno possibile dice Rutelli che annuncia di lavorare, fra l'altro, a una modifica del calendario scolastico. C'è il turismo religioso, con le vie segnate dai pellegrini, future strade d'Europa in una fitta rete di percorsi che si diramano fino a Compostela. Con i romitaggi dei monaci, "grande tradizione sedimentata nei secoli" che Spacca vuole valorizzare con un progetto ad hoc. Alla base di tutto, l'idea del viaggio che, dice Rutelli citando la Yourcenar, "come la lettura, l'amore e le disgrazie, offre una buona occasione di confronto con se stessi". Viaggio come conoscenza, occasione di incontro, momento di crescita.i marchigiani insegnano. Vedi padre Matteo Ricci a cui la Regione nel 2010, a 500 anni dalla nascita, dedicherà un grande evento da tenersi anche in Cina. Un missionario che in Oriente è stato venerato più come uomo di sapere che come sacerdote. "E' impossibile distinguere il momento religioso da quello culturale senza sottrarsi alla riflessione", dice Rutelli. Loreto e Urbino allora con le nostre Marche di santi e signori rinascimentali."'Onesta dice il sindaco Corbucci - è la vera Italia"'. Con le sue venticinque cattedrali e, insieme. le "centinaia di piazze" che - come dice il sindaco di Ancona Sturani "hanno dato l'identità alla nostra regione". VIA I CARTELLI DAL DONERÒ URBINO - II paesaggio, un patrimonio da tutelare. "E qui - dice Rutelli - per fortuna è rimasto quello ritratto nei quadri di Raffaello e di Piero della Francesca". Che bruttura, però, quei cartelloni pubblicitari che si oppongono alla visuale. Come le scritte al neon nei centri storici o i McDonald's agli angoli delle piazze più belle. Un insulto, una volgarità. Così, annuncia il ministro, lungo le strade che si aprono su colline e vallate i cartelloni stradali verranno tolti di sana pianta. Varrà per tutta Italia "ma le Marche saranno la prima regione ad accogliere il nostro invito". Spazio alla visuale, perché poter godere di luci e colori "è un segno di civiltà". Altri Paesi d'Europa l'hanno fatto, adesso tocca al nostro Paese porre uno stop al proliferare selvaggio dei mega spot stradali. Spacca ha già le idee chiare in proposito. "Cominciamo dalia strada de! Conero", dice. Nessuna pietà. Le concessionarie pubblicitarie dovranno andare a far cassa altrove. E cosi sarà iungo quelli che verranno identificati come itinerari storici. La Polichetti, annuncia il governatore, sta già elaborando il progetto.
Rutelli si impegna con le Marche. Da Loreto a Urbino, il tour del vicepremier sulle Vie dei Pellegrini
Il vicepremier Francesco Rutellì visita Loreto e Urbino, due città marchigiane che desiderano essere inserite nella lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Rutellì annuncia di lavorare per farlo, insieme a Recanati, e promette fondi per i restauri di Palazzo Ducale a Urbino. Il ministro rilancia sul turismo, che è un importante motore dell'economia regionale, e annuncia uno studio per modificare il calendario scolastico. Rutellì anche promette di lavorare per valorizzare il turismo religioso e la cultura marchigiana, e di eliminare i cartelloni pubblicitari che si oppongono alla visuale nelle strade storiche.
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