Strutture moderne per l'industria del turismo in Campania. Servizi più efficienti, accoglienza puntuale anche nelle località meno famose, appuntamenti in grado di attirare gli ospiti, italiani e stranieri, per dodici mesi all'anno. «Per i giovani puntiamo sulla qualità della formazione professionale», spiega l'assessore regionale al Turismo, Marco Di Lello. «Partendo dalle facoltà universitarie, sempre più specializzate per contribuire al decollo di un settore che rappresenta l'asse portante del sistema economico della Campania. I successi degli ultimi anni, in questo senso, mi sembrano confortanti». - Non c'è più bisogno di andare al nord, o addirittura all'estero, per imparare. «Il nostro livello di accoglienza è migliorato moltissimo, soprattutto nelle località più affollate delle costiere, nelle città d'arte, nelle isole. Naturalmente c'è ancora tanto da lavorare: nel turismo non si improvvisa». - Quali sono i punti di forza della politica regionale? «I piani di sviluppo comprensoriale, i grandi attrattori culturali, le mostre e i grandi eventi spettacolari organizzati dal primo all'ultimo mese dell'anno. In più gli incentivi proposti ai visitatori che si fermano in Campania, l'Artecard che continua a registrare incrementi». - Sul turismo culturale si concentra la scommessa forse più importante «I risultati più significativi li abbiamo registrati in questo settore. Non soltanto a Pompei, Sorrento, Capri, Amalfi, Postano, ma anche in molti altri comprensori fino a qualche anno fa considerati minori, quasi fossero inseriti in un circuito turistico di seconda mano Qualche esempio? Sono molti gli esempi concreti di un rilancio che definirei generale. Dal caso dei Campi Flegrei, dove abbiamo riscontrato un boom di presenze nel corso della recente festa regionale dell'arte, alla riscoperta di Paestum, Velia, delle perle costiere del Cilento, ma anche delle più belle località dell'entroterra di Caserta, dell'Irpinia, del Sannio». - Sviluppo e occupazione: cosa si può fare, oltre che incoraggiare la formazione professionale? «I giovani devono credere nelle potenzialità straordinarie delle nostre risorse territoriali, storiche, culturali. Gli amministratori pubblici, nello stesso tempo, devono avere più coraggio nel puntare sulle alternative del terziario e del quaternario per fare uscire grandi e piccole comunità locali dalla crisi che caratterizza il nostro tempo. Gli imprenditori privati, infine, devono sostenere con maggiore convinzione i progetti di valorizzazione del patrimonio ambientale. Soltanto così sarà possibile creare alternative serie di sviluppo». f.m.