patrimonio archeologico Agrigento. In queste ore il Consiglio del Parco Archeologico è chiamato ad approvare (o meno) un importante e «avveniristico» progetto di restauro archeologico del santuario rupestre di Demetra. La direzione del «Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei Templi» ha infatti elaborato un progetto tecnico che prevede, nel contesto delle opere di consolidamento dei monumenti archeologici della Valle (lavori che hanno interessato tutti i templi e che si sono già conclusi, ad eccezione del tempio della Concordia), di «fare a pezzi» il santuario rupestre, smontando e rimontando alcune strutture del tempio di Demetra che è uno dei siti più antichi, conservato nel territorio del Parco. Si tratta tra l'altro di un sito archeologico un po' fuori dai tradizionali percorsi dei visitatori ma che negli ultimi anni ha destato l'interesse di parecchi studiosi e ricercatori. Il progetto di restauro interesserà soprattutto le fondamenta del tempio e i lavori dovrebbero protrarsi per molti mesi. La firma in calce al progetto è del direttore del Parco, l'architetto Pietro Meli, ma dietro vi sarebbe lo stesso staff di tecnici ed architetti che negli ultimi mesi ha curato i restauri degli altri templi. In queste ore i voluminosi «incartamenti» si trovano all'esame dei membri del Consiglio del Parco che sono chiamati a dare l'eventuale via libera alla delicata e forse anche rischiosa operazione. Che tra l'altro prevederebbe anche un costo di circa 4 milioni di euro: somma che da più parti sarebbe ritenuta eccessiva. La decisione di progettare lo smontaggio e il successivo rimontaggio del tempio, sempre nel medesimo luogo, sarebbe dettata dalla necessità di mettere al sicuro il monumento dai lenti ma inesorabili smottamenti che da sempre interessano tutto il territorio compresa la collina dei tempi e le altre zone monumentali.Secondo le ultime relazioni dell'Ufficio tecnico infatti, sarebbe in atto un lento scivolamento del santuario rupestre di Demetra verso il basso che a distanza di tempo potrebbe compromettere l'intera struttura. La complessità dell'operazione e l'alto costo previsto però stanno dividendo (e non poco) in queste ore i membri del Consiglio di amministrazione del Parco. Per loro, si tratta, in sostanza, del primo atto ufficiale e particolarmente importante cui devono dare il loro parere. Sull'intera operazione pesa comunque anche il parere tecnico negativo, già espresso dalla Direzione dei Servizi Archeologici della Sovrintendenza alle antichità di Agrigento. Secondo il direttore del servizio Archeologico, Giuseppe Castellana, i monumenti sono sottoposti da sempre all'opera di deterioramento provocato dal tempo per cui l'intervento in questione non sarebbe «risolutivo». Sarà comunque lo stesso neo presidente del Parco Archeologico, la professoressa Rosalia Scovazzo, ad avere l'ultima parola. Il direttore Pietro Meli, responsabile del progetto per ora ha preferito non fare dichiarazionI rinviando ogni intervento a dopo la decisione. Ma è solo questione di ore. Probabilmente già oggi verrà indetta una conferenza stampa alla sede del Parco Archeologico per chiarire i contorni della vicenda e illustrare le motivazioni che hanno portato alla decisione che verrà presa.