La scoperta in un cantiere dell'Arin durante la riparazione di una condotta. All'interno gli archeologi della Sovrintendenza hanno rinvenuto intatti i corredi funerari. Le tombe in tufo furono costruite a ridosso della cinta muraria dell'antica Acerrae, la città distrutta da Annibale nel 216 avanti Cristo. Insieme ai tre tumuli funerari è stato ritrovato anche un pezzo di muraglione che finora non è stato possibile datare. Corredi e tombe sono stati rimossi e trasferiti nei depositi della Sovrintendenza archeologica a Napoli. Secondo gli esperti, i reperti risalirebbero al IV-III secolo avanti Cristo prima che la città venisse colonizzata dai Romani. L'eccezionale scoperta è avvenuta tra il centralissimo corso della Resistenza e via Stendardo in un'area da sempre tenuta sotto osservazione dagli archeologi. Poco lontano dalle tre tombe nel 1977 furono ritrovati i resti di un'antica villa suburbana di epoca romana. A scoprire quella che potrebbe essere una vera e propria necropoli sono stati alcuni operai dell'Arin che avevano cominciato le operazioni di scavo. Ed è così che dal terreno è spuntata fuori una prima tomba e a poca distanza le altre due. Gli archeologi sono soddisfatti perché le tombe sono sfuggite in tutti questi anni all'opera devastatrice dei trafugatori di reperti. Al loro interno sono state trovate anfore-granaie e vasellame di vernice scura, secondo gli esperti, di chiara epoca campana. Le tombe sono state smontate e traslate a Napoli, per consentire la ripresa dei lavori alla rete idrica. Nei pressi del nuovo sito archeologico sono state rinvenute negli ultimi 10 anni alcune ville rustiche usate nell'antichità dai contadini che praticavano un'agricoltura di tipo itinerante. Ed è probabile, secondo gli esperti, che accanto ai resti dei manufatti ci sia una vera e propria necropoli usata dagli antichi abitanti di Acerrae. La città dopo la distruzione ad opera di Annibale fu ricostruita nel 211 avanti Cristo dai Romani a circa 500 metri dall'attuale corso della Resistenza, lì dove si incrociano via Duomo e via Roma, nel cuore cioè del centro storico. A delimitare per la prima volta i confini dell'Acerrae ricostruita dai Romani fu nel 1937 Amedeo Maiuri. Le tre tombe e i relativi corredi funerari finiranno probabilmente per arricchire il previsto museo archeologico locale in fase di allestimento nel castello baronale insieme ad altri reperti provenienti dalla collezione Spinelli (attualmente conservata nel museo Nazionale a Napoli) e dalle ultime campagne di scavo nel vicino sito archeologico di Suessola.