Ma chi dipinge su un muro di via Gianturco francamente andrebbe ringraziato: sia perché quei muri non mi pare siano opere di valore, sia perché questo genere di spontanea creazione fa parte del nostro tempo. In ogni città del mondo ci sono graffiti e anonimi che li realizzano a loro spese. Ben più grave il danno che arreca la pubblicità e affronteremo il problema in una delle prossime sedute del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici, come ha richiesto lo stesso ministro Francesco Rutelli insediando il Consiglio qualche settimana fa. Certo vedere lordati i vagoni alle stazioni ferroviarie è un orrore, ma in via Gianturco suvvia, non facciamo i Soloni. Anche perché, come ricorda Stella Cervasio, esiste ormai un campionario vastissimo di autori che già sono preda del mercato dellarte e nel momento in cui ne sono parte la loro funzione si è già esaurita. Mercato e libera creatività anarchica non vanno a braccetto. Dunque - se vogliamo essere persone consapevoli - io non me la sento proprio di prendermela con dei giovani che fanno quello che sanno fare e non è detto che quel che fanno sia migliore o peggiore di quello che vediamo in tante luoghi deputati dellarte. Napoli mena vanto con troppa enfasi del Metrò dellarte: lazienda, non priva di risorse, faccia un modesto investimento con pochi soldi e metta a disposizione di questi giovani tante pareti abbandonate di molte miserabili stazioni o altri luoghi disperati. A cominciare da quella stazione centrale che è una vera vergogna per chi arriva per la prima o lultima volta a Napoli. Le stazioni del Metrò vanno tutte pulite, tenute in condizioni degne, i tempi di percorrenza debbono essere quelli di una metropolitana moderna: magari possono ospitare anche dei graffiti di giovani oggi anonimi, ma domani chissà. Il tempo è galantuomo.
Elogio dei murales di Gianturco più spazi ai giovani artisti di strada
Il ministro Francesco Rutelli ha richiesto al Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici di affrontare il problema della pubblicità e dei graffiti in città. Il giornalista ha espresso la sua opinione sullo stesso argomento, affermando che vedere graffiti in luoghi come la stazione di via Gianturco è un orrore, ma che non si deve prendere una posizione troppo dura nei confronti dei giovani che li realizzano. Il giornalista sostiene che molti graffiti sono già parte del mercato dell'arte e che la libera creatività non va a braccetto con il mercato. Ha anche proposto che il Metrò dell'arte di Napoli faccia un modesto investimento per mettere a disposizione di questi giovani tante pareti abbandonate.
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