I registi italiani presentano una proposta di legge con nuove pesanti norme antitrust -------------------------------------------------------------------------------- ROMA - Tasse sulle tv e su Internet, norme antitrust contro le posizioni dominanti di Rai e Mediaset, un limite alloccupazione delle sale da parte dei film di cassetta. Nella discussione sulla prossima, attesa legge sul cinema, promessa dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, i registi italiani intervengono proponendo misure drastiche a favore del cinema e soprattutto delle produzioni più deboli. La proposta è stata presentata da Citto Maselli, Maurizio Sciarra, Emidio Greco e Valerio Jalongo, a nome delle due maggiori associazioni degli autori, Anac e Api, che raccolgono la quasi totalità dei cineasti italiani, tranne alcuni indipendenti eccellenti come Nanni Moretti, Roberto Benigni e Pupi Avati. Tre i punti fondamentali e le priorità indicate. Anzitutto la creazione di un Centro Nazionale del Cinema e dellAudiovisivo, strutturato sul modello di quello esistente in Francia e in altri paesi europei, affidato alla responsabilità di persone slegate dalla politica. Quindi, una riforma del sostegno finanziario al cinema. Per moltiplicare le risorse a favore del settore, gli autori ipotizzano una tassa su tutti i media che utilizzano il cinema, quindi le tv ma anche i siti web e i gestori telefonici che distribuiscono o permettono il download di film. Infine le norme antitrust che prevedono la proibizione per unazienda di essere contemporaneamente gestore di tv, produttore e distributore di film (in sala e dvd), gestore di sale. Una norma che colpirebbe sia le major Usa, sia quelle italiane come Rai e Medusa, ma anche piccoli come Fandango e Lucky Red. Un altro divieto riguarda la distribuzione dei film nei cinema: non si dovrebbe superare una certa quota di sale, come accade oggi con titoli che arrivano sul mercato in 600 o più copie.