Nasceva a Roma nel 1999 la prima facoltà dedicata al settore. Arrivano anche dalla Cina gli iscritti ai corsi nelle tre università A Roma per studiare turismo. O meglio, per imparare come sviluppare, valorizzare e incrementare le potenzialità di un settore importante per l'economia della Capitale e di tutto il Lazio. Nel panorama formativo delle tre università pubbliche romane comincia a delinearsi una specifica, e specialistica, offerta didattica nel settore turistico, articolata in tre corsi di laurea triennale, un corso di laurea specialistica e tre master. Tutti nati in tempi recenti. Eccolo allora il leit-motiv: incrementare e finanziare la formazione dei giovani in questo comparto. Ma, soprattutto, farla conoscere alle future matricole: «Un obiettivo non rimandabile», dice Wanda Perretta, presidente del corso di laurea in Scienze del Turismo, facoltà di Scienze Umanistiche dell'università La Sapienza. «La formazione è lo strumento per abbandonare l'improvvisazione e lanciare attività imprenditoriali vincenti». E gli atenei romani intendono seguire questa strada: «Da giovedì a sabato saremo a Salerno per partecipare a "Fare Turismo"», continua la Perretta «la più importante manifestazione dove si confrontano le università di tutta Italia che offrono corsi di formazione incentrati sul turismo». Cosa porteranno le università romane in Campania? Proposte concrete «sulla definizione dei profili professionali», spiega ancora Wanda Perretta «e un tipo di formazione votata alla interdisciplinarietà». Oltre a materiale informativo, depliant e indicazioni utili per gli studenti. Come pure news sulle bellezze della nostra regione, ad esempio, «un manifesto che illustra il lavoro svolto dal corso in Scienze del Turismo della Sapienza in relazione al sito degli scavi di Priverno». Gli studenti romani in turismo hanno idee creative su come valorizzare le ricchezze regionali: «Magari un programma "Passa una settimana nel Lazio": i grandi siti archeologici, da Ostia a Terracina, fino alla Tuscia dovrebbero essere tutti collegati», ricorda Wanda Perretta. E vista «la buona volontà di Regione, Comune e Provincia, sarebbe auspicabile che si servissero in modo più concreto del reticolo universitario». È proprio sugli sbocchi professionali che si aprono i quesiti più importanti. «Se si trova il lavoro? Noi ci stiamo impegnando a formare figure professionali, sulla scorta di quelle indicate dall'Istat, e affinchè esse trovino applicazione non solo sulla carta». Sulla questione occupazionale è però difficile stilare una casistica. La presidente del master in Linguaggi del Turismo di Roma Tre, Marinella Rocca Longo, afferma: «Grazie agli stage i nostri studenti hanno ottenuto una qualche forma di contratto». Il master, a pagamento come gran parte della formazione post-lauream, è piaciuto all'estero : «Sono arrivati molti studenti dal Brasile, dal Canada, Stati Uniti, Russia, Germania e, nell'ultima edizione, due corsisti dalla Cina». Lingue, sociologia, psicologia, economia, marketing, studio del territorio e della legislazione, sono discipline cardine in tutti i piani di studio: «Nei corsi mettiamo in relazione le varie anime del settore», spiega Anna Pasqualini, presidente del corso in Beni Culturali per operatori del Turismo di Tor Vergata. Il corso della seconda università romana esiste dal 1999, «il primo ad essere istituito in Italia» conclude Pasqualini «ma i nostri laureati attendono una riorganizzazione organica della materia, per la definizione delle professioni e il coordinamento dei sistemi turistici locali».