Sì, senza dubbio Palazzo Madama oggi è la più bella e scintillante attrazione culturale di Torino. Meraviglioso il restauro, affascinanti gli ambienti, straordinarie e in alcuni casi singolari le opere esposte. A partire dal piano terra dove i bassorilievi del Maestro del Santuario di Oropa o degli scultori aostani del 1200-1300 conducono per un viottolo artistico così diversamente colorato e fuori dai canoni dellepoca da risultare, per i più, sorprendenti. Così come sembrano unici quei dipinti in bianco e nero, così cupi e così «torinesi», di Defendente Ferrari: ci voleva immaginazione nella prima metà del Cinquecento, pensa il visitatore, per impugnare un pennello, intingerlo in due soli colori e accontentarsi delle sfumature intermedie. Accontentarsi, si fa per dire: leffetto è quasi fotografico, con qualche secolo di anticipo. Tuttavia per vedere le sue opere bisogna essere molto curiosi: sono un po nascoste, buona caccia. Ecco, ci vuole attenzione, concentrazione e anche una certa cultura per gustare appieno le meraviglie in mostra a Palazzo Madama. Chi entra ignorante, come noi, rischia di restarlo, sia pure con grande appagamento della vista. Per sapere di più bisogna ricorrere al catalogo oppure ripiegare pigramente sullaudioguida, che sai come si accende ma non sai dove giocoforza ti porterà. Lallestimento del museo è di tipo tradizionale: targhetta accanto allopera, autore, datazione e camminare. Se sai chi era Defendente, bene, sennò ti informi prima e altrove. Anche la bella idea delle grandi schede che ciascun visitatore può ritirare da appositi contenitori allingresso delle sale, frana nei contenuti: le didascalie danno troppo per scontato, si addentrano nelle particolarità, ma tralasciano i fondamentali. Sono dettagli, è vero, però infastidiscono, creano disagio, annichiliscono i presuntuosi. Si obietterà che agli Uffizi non è diverso, ma ogni tanto, qua e là, trovi tracce del mondo in cui improvvisamente ti ritrovi: un cartello che inquadra un argomento, un periodo, una storia, un avviso che segnala una curiosità. Tradizionale ma chiaro, consueto ma ordinato. E poi a Firenze, con tutto il rispetto per Ferrari, parliamo di Giotto e Raffaello. Tuttavia è il Palazzo il vero nocciolo del problema: si vede poco. Il contenuto - tracimante e così vario - distoglie dalla bellezza del contenitore per il quale sono state impiegate ingenti risorse e umane energie. Larchitettura degli interni spesso è soffocata dallaffollamento dellesposto, tanto fitto da gettare talvolta nella prostrazione, come quando si entra nel salone del secondo piano: il colpo docchio sulle teche - che custodiscono ceramiche e serrature, pettini e miniature, vetri di Murano e cineserie - catapulta dalla sobria scala della torre direttamente nei territori dello sconforto. E adesso chi ti accompagna tra quegli oggetti rari e preziosi che, poi si capirà, furono in gran parte acquisiti da quel DAzeglio (Emanuele Tapparelli), collezionista, mecenate e filantropo ben imparentato con il più noto Massimo? Niente e nessuno, purtroppo. Ne gode la vista, ma restano troppi interrogativi, per rispondere ai quali bisognerà tornare attrezzati. Ma, certamente, tornare bisogna. Magari quando sarà conclusa la mostra allestita per la riapertura del Palazzo. «Alessandro» è bellissima, interessante, originale fin nellidea, eppure i visitatori la snobbano: una gentilissima custode indica lingresso a tutti i visitatori, ma i più tirano dritto. È un peccato, ma inevitabile. Qui, per ora e ancora, la novità è il Palazzo restituito. Raccontatelo e soprattutto lasciatecelo vedere.
TORINO. Palazzo Madama. Se il contenuto nasconde il contenitore
Palazzo Madama è una delle attrazioni culturali più belle e scintillanti di Torino. Il restauro è stato meraviglioso e gli ambienti affascinanti. Le opere d'arte esposte sono straordinarie e in alcuni casi uniche. Il museo è stato restaurato con cura e attenzione ai dettagli. Tuttavia, il contenuto del museo è talvolta sovrastato dalla bellezza del contenitore, e i visitatori rischiano di non vedere tutto. La mostra allestita per la riapertura del Palazzo è un'opportunità per scoprire nuove meraviglie. È importante tornare al Palazzo e scoprire le sue bellezze.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo