Hanno scelto il giorno della canonizzazione di SantIgnazio di Loyola e di San Francesco Saverio (12 marzo 1622) per festeggiare il restauro della "Casa" in cui il santo fondatore dei gesuiti e il suo fedele compagno vissero a Roma. Ieri sera la Compagnia di Gesù - rappresentata dal padre generale Hans Kolvenbach, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e di Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi - ha inaugurato i restauri del palazzo annesso alla chiesa madre della Compagnia, dove è sepolto SantIgnazio, morto a Roma il 31 luglio 1556. I due anniversari sono stati celebrati con un concerto di musica sacra, conclusivo della serata, tenuto dallAccademia Filarmonica di Roma, diretta da don Pablo Colino. Durati due anni, i lavori di pulitura e messa a norma delledificio hanno riguardato la facciata del palazzo ma anche linterno. Nelledificio dove si trova la cella in cui visse il santo spagnolo, abitano circa cento religiosi. Gli interventi di restauro sono stati documentati da un libro che sottolinea come i lavori siano stati effettuati nel rispetto della storia e dellarchitettura originaria del palazzo e del quartiere.
ROMA. Restauri e un libro per il palazzo di SantIgnazio
Hanno scelto il giorno della canonizzazione di SantIgnazio di Loyola e di San Francesco Saverio (12 marzo 1622) per festeggiare il restauro della "Casa" in cui il santo fondatore dei gesuiti e il suo fedele compagno vissero a Roma. Ieri sera la Compagnia di Gesù - rappresentata dal padre generale Hans Kolvenbach, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e di Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Prodi - ha inaugurato i restauri del palazzo annesso alla chiesa madre della Compagnia, dove è sepolto SantIgnazio, morto a Roma il 31 luglio 1556. I due anniversari sono stati celebrati con un concerto di musica sacra, conclusivo della serata, tenuto dallAccademia Filarmonica di Roma, diretta da don Pablo Colino. Durati due anni, i lavori di pulitura e messa a norma delledificio hanno riguardato la facciata del palazzo ma anche linterno. Nelledificio dove si trova la cella in cui visse il santo spagnolo, abitano circa cento religiosi. Gli interventi di restauro sono stati documentati da un libro che sottolinea come i lavori siano stati effettuati nel rispetto della storia e dellarchitettura originaria del palazzo e del quartiere.
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