IL CASO Unimpresa vanta crediti per 236 mila euro. Il presidente del museo di Cefalù: "Chiederò soldi porta a porta" Simplicio: "Speriamo in una transazione Altrimenti dovremo fermare lattività" Il contenzioso per la ristrutturazione non completata risale a quindici anni fa CEFALÙ - Potrebbe essere rinviata solo di qualche mese la paventata chiusura del museo Mandralisca di Cefalù, dove è custodito il celebre "Ritratto duomo" di Antonello da Messina. Nei giorni scorsi, su richiesta degli avvocati della Fondazione Mandralisca, il giudice della quarta sezione civile del Tribunale di Palermo ha sospeso sino all8 maggio lesecuzione del pignoramento del contributo dellassessorato regionale ai Beni culturali. Ad avanzare listanza di pignoramento per 236 mila euro, fondi destinati dallassessorato regionale ai Beni culturali per le spese generali di funzionamento (stipendi, utenze telefoniche ed elettriche) del Mandralisca, è stata limpresa Italsco di Palermo. Un contenzioso che risale ai primi anni Novanta, quando la fondazione ricevette un finanziamento di due miliardi e mezzo di lire per ristrutturare ledificio di via Mandralisca. Gara aggiudicata alla Italsco, che nel '92 avviò i lavori dopo aver chiesto al Cda dellepoca che i locali venissero svuotati e lasciati liberi. Richiesta non accolta dagli amministratori, che continuarono a occupare alcune sale. Così, dopo un tira e molla durato settimane, con tanto di diffida, il 7 giugno 1993 la ditta licenziò il personale e chiuse il cantiere, citando in giudizio la fondazione per non aver potuto proseguire i lavori. Nellaprile del 1994 la fondazione decise di rescindere il contratto dappalto per inadempimento dellimpresa. La vicenda si trasferì nelle aule del tribunale e nel 2004 arrivò la sentenza di primo grado, favorevole alla fondazione. Ma, dopo lappello proposto dalla Italsco, nel maggio scorso la sentenza è stata ribaltata: il giudice di secondo grado ha condannato la Fondazione Mandralisca a rifondere la ditta per danni quantificati in 236 mila euro. Nonostante il ricorso in Cassazione, la sentenza è diventata esecutiva, e la Italsco ha chiesto il pignoramento nei confronti dellassessorato regionale ai Beni culturali, unica fonte pubblica di finanziamento per il Mandralisca. «Uneredità pesante per lattuale consiglio di amministrazione che ha ereditato questo contenzioso - dice Pino Simplicio, presidente della Fondazione Mandralisca - Rischiamo di dover sospendere ogni attività, non potendo pagare gli stipendi né aprire il museo. Questi fondi per noi significano la vita: ci siamo opposti al pignoramento per raggiungere una transazione che spero arrivi quanto prima». Se non ci sarà un accordo con limpresa e la Cassazione condannerà la fondazione a pagare, Simplicio è pronto a ricorrere a misure di emergenza. «Se i fondi regionali saranno pignorati - dice il presidente - riunirò il consiglio di amministrazione e lanceremo una sottoscrizione. Andrò personalmente casa per casa, porta per porta, a bussare e chiedere aiuto».