Alla Gam di Nervi una mostra in cui pittori doggi si confrontano con i loro colleghi dellOttocento La linea divide, congiunge, delimita, descrive, guida. È uno dei segni più semplici e complessi al tempo stesso perché dalla linea partono migliaia di mondi. Cè poi una linea magica, infinita, che non si può toccare perché è quella al confine, segna quello che vediamo e lo divide da quello che sogniamo: è la linea dellorizzonte, frontiera tra finito e infinito ed è proprio da questa che parte la mostra Linee allorizzonte. Paesaggi tra descrizione e astrazione a cura di Maurizio Sciaccaluga e con la collaborazione di Maria Flora Giubilei alla Galleria dArte Moderna e alle Raccolte Frugone di Nervi, fino al 10 giugno. Propone un dialogo che diventa suggerimento, gioco, assonanza e dissonanza, tra le opere di 54 artisti contemporanei fra cui Gabriele Basilico, Bernd Hilla Becher, Christo, Ronnie Cutrone, Hans Hartung, Peter Halley, Pier Paolo Koss, Salvo, Medhat Shafik, Philip Tafee, Kenneth Noland, Luca Pignatelli, Massimo Vitali, solo per citarne alcuni, che vengono messi a dialogare vicino alle opere degli artisti della collezione permanente per trovare analogie e differenze sui metodi di rappresentazione del paesaggio. Così Gabriele Basilico con la sua Napoli del 2004 offre tante somiglianze con la Veduta fantastica di metà Ottocento di Van Elven. Peter Halley col suo Senza Titolo, opera astratta e geometrica che rappresenta la metropoli con una prospettiva bidimensionale, si confronta con unopera di fine Ottocento dove Raffaello insegna, guarda caso, la prospettiva a Fra Bartolomeo della Porta. Oppure rimaniamo increduli nello scoprire le analogie tra Christo col suo Wrapped walk ways del 1977 e il Paesaggio di Tammar Luxoro del 1865. Sì, perché Maurizio Sciaccaluga tiene a sottolinearlo, "esiste tutta una parte di arte contemporanea che si innesta nella tradizione e riesce a comunicare le stesse regole, gli stessi codici della grande arte del passato". A guidare il visitatore in questa scoperta è una linea verde, disegnata sul pavimento allinterno della Galleria dArte Moderna e delle Raccolte Frugone, mentre dalle finestre si ammira quella meravigliosa linea dorizzonte che separa mare e cielo, perché il bello di questa mostra è poter "giocare" tra passato e presente, tra arte e realtà, scoprendo soluzioni inaspettate e in divenire. Nelle Raccolte Frugone viene dato ampio spazio a una interessante installazione-racconto di Fathi Assan, nubiano, cresciuto in una famiglia matriarcale che rappresenta la barca del Nilo, la Feluca: la vediamo rappresentata su una tela disegnata con la sabbia del deserto e poi sempre nella stessa sala ci sembra di essere dentro la Feluca stessa: ci sono le vele che fanno da filtro, da passaggio tra memoria e presente, ma queste vele servono anche ad unire le due dimensioni temporali. In Nubia non esiste la tradizione scritta, cè solo quella orale, così Hassan racconta "La memoria attraverso il cammino lascia un percorso, dei segni, che non sono scrittura, ma sono tracce di ricordi: la strada che ogni essere lascia è la linea. La linea parte dal passato, dialoga col presente, emana luce per il futuro". Ed è ancora la linea dellorizzonte che si vede dai parchi di Nervi che continua a suggerire nuovi spunti e nuove emozioni in questo insolito percorso.
LIGURIA. Paesaggi infiniti larte contemporanea scopre la tradizione
La mostra "Linee allorizzonte" si tiene alla Galleria dArte Moderna e alle Raccolte Frugone di Nervi fino al 10 giugno. La mostra propone un dialogo tra opere di 54 artisti contemporanei e quelle degli artisti della collezione permanente, per trovare analogie e differenze sui metodi di rappresentazione del paesaggio. L'artista Maurizio Sciaccaluga sottolinea che esiste una parte di arte contemporanea che si innesta nella tradizione e riesce a comunicare le stesse regole, gli stessi codici della grande arte del passato.
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