LEONARDO VA A TOKYO TRA LE POLEMICHE il dipinto assicurato per cento milioni di eurO Il viaggio verso Tokyo dellAnnunciazione di Leonardo da Vinci è iniziato ieri nella sala 15 della Galleria degli Uffizi. Pubblico da vernissage di fotografi e giornalisti, alle 9 di ieri, quando operatori in guanti bianchi rimuovono con le ventose il vetro di protezione. Ai piedi del capolavoro di 217 per 98 centimetri, dipinto dallartista appena ventenne nel 1472, sono già pronti i tre cassoni da imballaggio. Contenitori a matrioska, in fasce di legno e alluminio, blindati con resine speciali, climatizzati e dotati di sensori giapponesi di nuova tecnologia che forniranno in tempo reale dati su temperatura e tasso di umidità che anche nel volo aereo dovrà rimanere tra il 50-55. Unoperazione di massima sicurezza per gli specialisti della ditta in trasporti darte Arteria, con la supervisione della soprintendente del Polo museale Cristina Acidini e del funzionario del dipartimento del 500 degli Uffizi Angelo Tartuferi. Assente il direttore della Galleria Antonio Natali, da sempre contrario al trasferimento dellopera considerata fondamentale per il museo. Alle 9.20 il dipinto viene staccato, adagiato in orizzontale, controllato in ogni particolare: la superficie pittorica è perfetta dopo il restauro del 2000, le abrasioni e persino i fori dei tarli sulla cornice vengono annotati su un taccuino da Roberto Boddi, lesperto di conservazione dellOpificio delle Pietre Dure, che con larchitetto della Galleria Antonio Godoli accompagnerà lopera a Tokyo. Intanto fuori, nel Piazzale degli Uffizi, infuria la polemica. Il senatore di Forza Italia Paolo Amato si è incatenato alla prima colonna del loggiato. «Dieci metri di catena, pagata 47 euro, per manifestare il mio dissenso contro la decisione di inviare il capolavoro in Giappone, contro il ministro Rutelli che ha disatteso le norme del Codice dei beni culturali» dichiara. Non è il solo a dissentire. «Italia Nostra» contesta il viaggio, chiede da subito una carta delle opere darte inamovibili. Non è la prima volta che il dipinto lascia gli Uffizi da quando vi è entrato nel 1867 dalla sagrestia di San Bartolomeo di Firenze: è già stato esposto a Parigi nel 1935, a Milano nel 39 e nel 40 in due sedi vicine a Firenze. Questa volta lAnnunciazione parte per il Giappone, assicurata per 100 milioni di euro, come pezzo forte della mostra su «La mente di Leonardo», dal 19 marzo al 15 giugno. Già il ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione aveva deciso il prestito. E il ministro Rutelli lha confermato. «Il gesto del senatore Amato è un errore, un atto di protagonismo politico che presenta male lItalia nel mondo» commenta Rutelli. Leonardo parte per rappresentare lItalia e il made in Italy in Giappone. «Viaggia con tutte le garanzie di sicurezza possibili», spiega il soprintendente Acidini. «Se il dipinto fosse stato in condizioni di pur lieve precarietà, allora sarei stata io ad incatenarmi». Come un corpo sacro lopera viaggia nel sepolcro blindato delle casse monitorate dai sensori. Stamani parte da Firenze per Fiumicino scortata come un capo di Stato. Nel pomeriggio decolla con il volo Alitalia per Tokyo, dove arriverà domattina. Laspetta una teca di cristallo al Museo nazionale di Tokyo Ueno, dove nel 74 fu esposta la Gioconda.