E' datata 1 agosto, scritta su carta intestata del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza regionale, la lettera di due paginette firmata architetto Elio Garzillo, recapitata e protocollata in Comune lo scorso mercoledì. Destinatario il sindaco di Modena che ha appreso così l'intenzione di Garzillo di avviare la procedura per mettere sotto vincolo Piazza Matteotti. La lettera affissa all'Albo Pretorio in piazza Grande e visionabile da tutti i cittadini, si apre con una serie di considerazioni per spiegare i motivi della scelta del Soprintendente. Garzillo esordisce considerando che «la piazza oggi denoinata "Piazza Matteotti" è da ritenersi di interesse storico e che, di fatto è stata finora considerata tale, con tutti gli atti a tal riguardo intervenuti». Garzillo prosegue spiegando che si è manifestata la necessità di meglio esplicitare «il pregio culturale che vale a qualificarla nell'ambito dei beni culturali, sia come complesso unitario che come somma dei singoli edifici, dal momento che non risulta formalizzato il provvedimento di valutazione organica della piazza nel suo insieme, secondo l'aspetto odierno». Scendendo nello specifico Garzillo ritiene che «la piazza itegra un elemento essenziale della morfologia urbana come espressione ed episodio conclusivo dell'unitario processo di rinnovamento avviato dagli amministratori della città fino dai primi decenni di epoca postunitaria e che, al pari delle prossime piazze XX Settembre e Mazzini, costituisce un intenzionale intervento di risanamento per diradamento edilizio, progettato secondo un meditato progetto di decoro urbano riflettendo quindi una riconoscibile attitudine di cultura urbana». Circa la sua attuale struttura, per Garzillo, la piazza «costituisce il risultato di una complessa progettazione sviluppata fra gli anni trenta e fine anni quaranta del secolo scorso, fino alla sistemazione definitiva (1951) secondo i disegni dell'architetto romano Mario Loreti, cui si deve anche il vasto fabbricato che delimita l'invaso sul lato ovest della piazza; ritenuto che la piazza Matteotti di Modena, immobile appartenente a quel comune, può perciò presentare interesse a norma degli arti 2 comma 1 sub a, 5 comma 5 e 54 del decr. legisl. 49099 ed essere compresa nel demanio culturale dello stesso comune e che, inoltre, tenuto conto che sulla stessa piazza si affacciano ed insistono, fra gli altri immobili, la chiesa di S. Giovanni Battista e quella del Voto - già soggette allo stesso decreto - può attivarsi opportuna tutela, con prescrizioni ex art. 49 che ne assicurino la conservazione del valore culturale, del decoro e dell'ambiente».
Lettera della discordia. Ecco il testo integrale
La lettera di Elio Garzillo, architetto, è stata inviata al sindaco di Modena per avviare la procedura per mettere sotto vincolo Piazza Matteotti. La lettera spiega che la piazza è di interesse storico e che deve essere meglio esplicitata il suo pregio culturale. Garzillo ritiene che la piazza sia un elemento essenziale della morfologia urbana e che costituisca un intenzionale intervento di risanamento per diradamento edilizio. La piazza è stata progettata fra gli anni trenta e fine anni quaranta del secolo scorso e ha un vasto fabbricato che la delimita.
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