Annunciazione. Sulle ali è arrivata, e sulle ali riparte. L'arcangelo Gabriele e la Vergine Maria questa volta spiccheranno il volo insieme, su un aereo, in direzione Giappone. Il trasferimento dell'Annunciazione di Leonardo Da Vinci dalla Galleria degli Uffizi di Firenze è imminente e pare far sorgere sul volto di molti lo stesso sguardo interrogativo e preoccupato di Maria. L'opera, che l'artista realizzò appena ventenne, partirà per Tokyo proprio questa mattina. A scortarla, nel vero senso del termine, la Soprintendente al Polo Museale Cristina Acidini e l'assessore alla Cultura di Firenze Giovanni Gozzini: «La seguirò, sarò con lei sull'aereo -ha commentato - e le tecnologie ci permetteranno di fare tutto senza danni alla sicurezza». NESSUN TIPO di ansia per lo spostamento dell'opera, dunque. «L'unico problema - ironizza Gozzini - sarebbe la caduta del mezzo, ma visto che si tratta di un aereo di Stato, lo escluderei». La tavola, datata tra il 1472 e il 1475, sarà ospitata nella capitale giapponese nell'ambito degli eventi della "Primavera Italiana 2007", sempre che qualcuno non lo impedisca. Il senatore di Forza Italia Paolo Amato infatti, ha promesso più volte di incatenarsi davanti agli Uffizi. «È una follia - ha ribadito solo qualche giorno fa - un gesto di arroganza della politica e un atto decisionista da parte di Rutelli». E il Ministro dei Beni Culturali di queste polemiche ne ha viste, non c'è che dire. Non risale a molto tempo fa la discussione che si accese sul prestito da parte dell'Accademia di Brera del Cristo Morto di Andrea Mantegna. Quella volta, protagonista fu l'assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi, che sì infuriò per la mancata collaborazione, in occasione della mostra sul pittore che stava curando a Mantova in prima persona. Anche il quel caso, Rutelli dette il via libera al trasferimento, ma fece tesoro dell'accaduto. Tanto da nominare, a fine agosto 2006, una Commissione avente il compito di definire le linee guida per il prestito delle opere d'arte. Un pool di sette persone e tra queste la Soprintendente fiorentina Cristina Acidini. Cadeva a fagiolo, come si suoi dire. E nelle varie polemiche che avevano come oggetto proprio la tela di Leonardo, la Acidini è stata sempre convinta: «Se pensassi che ci fossero rischi per l'Annunciazione interverrei fermamente, ma sono sicura che verrano prese le misure necessarie perché questi rischi non vengano corsi». Un po' più scettica la posizione dell'ex direttore della Galleria degli Uffizi che all'epoca commentò: «Non posso impedirlo, sono una dipendente dello Stato». Intanto al Ministero dei Beni Culturali si farà il conto di tutte le polemiche scoppiate nell'ultimo anno, riguardanti addirittura opere trafugate o di proprietà italiana, trattenute all'estero. Come non ricordare la querelle con il Getty di Los Angeles. In quel caso, il pomo della discordia erano venti statue, tra cui l'Atleta Vittorioso, attribuito a Lisippo. Questa mattina invece si parla "solo" di una partenza per un prestito di circa tre mesi. Come dire: l'Annunciazione, si chiama Pietro.