ALBINO Poche parole, scritte in linguaggio freddo, burocratico, ma che per una fetta del centro storico di Albino possono significare la sopravvivenza, il fatto di non venire cancellato dalla faccia della città. E continuare a raccontare la storia attraverso la pietra alle generazioni che verranno. Ha scritto la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia: «Ritenuto che l'immobile denominato "Casa del pittore Giovan Battista Moroni", in provincia di Bergamo nel comune di Albino, sito in piazzale La Pira, di proprietà del Comune di Albino, presenti interesse particolarmente importante ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera D del Decreto legge 22 gennaio 2004, per i motivi contenuti nella relazione storico artistica allegata; decreta: il bene denominato Casa del pittore Giovan Battista Moroni rimane sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto decreto legislativo». In parole povere: da parte del ministero per i Beni e le Attività culturali è stato posto un vincolo che impedisce la vendita dell'immobile in questione a privati. E quindi impedisce l'attuazione di piani di intervento che prevedano la radicale trasformazione, o l'abbattimento, del caseggiato. I «Piani integrati di recupero» che prevedono in genere la demolizione di vecchi edifici e la ricostruzione più o meno «in stile». Il piano integrato di recupero in questione, «Le corti di Sant'Anna», prevede la cessione dell'attuale scuola materna a un'impresa privata per farne edilizia abitativa (appartamenti). La questione si è decisamente complicata rispetto ai piani iniziali quando lo storico Giampietro Tiraboschi ha presentato un'osservazione in cui si individuavano le fondamenta della casa natale del Moroni negli attuali locali della scuola materna. Ma il piano integrato di recupero coinvolge non solo l'ex scuola materna, ma una fetta del centro storico a sud della chiesa di Sant'Anna: sono previste unità residenziali e commerciali per 27 mila metri cubi. La decisione della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici è arrivata dopo l'intervento sollecitato da «Italia Nostra» e dal comitato sorto in paese per la salvaguardia della ex casa Moroni. La direzione regionale ha condotto un'istruttoria storico artistica insieme alla Soprintendenza. Si legge nella relazione finale: «La casa del pittore Giovan Battista Moroni corrisponde alla porzione sud orientale del complesso del monastero femminile carmelitano di Sant'Anna, ambito esposto a rischio archeologico. Si compone di una parte a due piani che include alcuni ambienti voltati al piano terra e di una parte su un unico piano consistente in un'appendice porticata (ora tamponata) trasformata in aule con servizi. Gli ambienti voltati, che presentano parti di antichi intonaci con dipinti murali a diversi motivi, sono riconducibili all'ampliamento seicentesco del complesso conventuale, previa acquisizione dalla famiglia Moroni, che le suore effettuarono per creare il "conventino" delle educande. Il portico tamponato risalirebbe invece a una fase ottocentesca di trasformazione connessa all'inserimento di un'attività di filanda... Le modifiche che si sono succedute nel tempo hanno purtroppo alterato l'assetto complessivo dell'immobile... ma studi recenti hanno documentato che si tratta di quel che rimane della casa del famoso ritrattista cinquecentesco Giovan Battista Moroni. L'estimo Veneto della fine del XV secolo documenta infatti in questo sito la presenza degli antenati del pittore Moroni mentre la verifica archivistica, in particolare notarile, conferma che la casa del pittore era situata a sud dell'orto del monastero, sul prolungamento del muro di clausura tutt'ora esistente e coincideva o quindi con l'ingresso dell'attuale scuola materna comunale. Qui il Moroni avrebbe trascorso gli ultimi venti anni della sua maturità artistica. Attraverso l'esame degli atti che riguardano gli appezzamenti compresi tra la casa Moroni e la roggia comunale, è anche stato possibile ricostruire la posizione degli spazi accessori della casa (cortile e orto)». La sezione di Bergamo di «Italia Nostra» nei giorni scorsi ha inviato al Comune di Albino una lettera, sulla base del provvedimento della direzione regionale del ministero. Si legge fra l'altro: «La sezione di Italia Nostra ritiene, a mezzo della presente, di intervenire chiedendo che venga impedita la vendita a privati e la alterazione di un bene che costituisce patrimonio importante della collettività. Poiché l'inalienabilità della casa natale del pittore Moroni comporta l'impossibilità di dare esecuzione al piano urbanistico così come progettato e approvato, si chiede altresì che il piano venga annullato o quantomeno rielaborato in modo tale da risultare compatibile con fondamentali esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e storico artistica, secondo le prescrizioni della competente soprintendenza».
Albino, arriva il vincolo sull'antica casa Moroni
La direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia ha deciso di proteggere la casa natale del pittore Giovan Battista Moroni a Albino, in provincia di Bergamo. Il bene è stato riconosciuto come di interesse particolarmente importante e il Comune di Albino è stato autorizzato a non vendere l'immobile a privati. Il piano integrato di recupero Le corti di Sant'Anna prevede la cessione dell'attuale scuola materna a un'impresa privata per farne edilizia abitativa, ma la direzione regionale ha deciso di annullare il piano.
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