«La bozza di legge sulla tutela del patrimonio storico e artistico proposta dal ministro Urbani costituisce un serio problema politico». La critica è giunta da Andrea Colasio, capogruppo della Margherita alla commissione cultura della Camera, recentemente intervenuto alla chiusura del Film Festival che Pieve di Cadore dedica ai documentari d'arte. Secondo Colasio, la nuova proposta di legge del ministro Urbani è scritta con una «logica centralistica». «Tutela e valorizzazione sono inscindibili», ha fatto notare il parlamentare padovano della Margherita, «è necessario passare da una logica vincolistica ad una logica programmatoria, dove non ci sia uno stato gendarme, ma sia la Repubblica a definire le regole. Governi locali e regioni devono essere corresponsabili di questo processo». Invece, ha proseguito il deputato diesse «nella bozza di legge quadro che Urbani propone alla Conferenza unificata, si procede con una banale riscrittura della vecchia e gloriosa legge 1089 del 1939». Per il parlamentare della Margherita proprio «assumendo come laboratorio sperimentale un piccolo comune come Pieve di Cadore, è possibile sostenere che anche nei governi locali c'è volontà di tutela e valorizzazione. Mi dispiace - ha concluso Colasio - prendere atto che anche su questi temi, sui quali si potrebbe procedere con una logica bipartisan, la Regione Veneto non sia in grado di esprimere una posizione originale. Non basta urlare "devolution", bisogna chiedere una nuova legge di tutela e valorizzazione».