Le proposte avanzate dalla Regione alla giornata di studi a Torino sulla valorizzazione dei siti tutelati dall'Unesco La rete dei nuraghi per valorizzare i siti archeologici dell'Isola. L'obiettivo strategico è quello di unire capillarmente Barumini agli oltre settemila siti nuragici presenti in Sardegna. La proposta è stata illustrata a Torino nel corso di una giornata di studio internazionale sulla valorizzazione dei siti Unesco in Italia. La Sardegna, con questa interessante iniziativa, ha riscosso ampio consenso dalla critica internazionale ed ha ottenuto anche il plauso da parte del Ministero dei Beni Culturali. La Regione ha portato quale esperienza, alla ribalta internazionale, le azioni strategiche del Piano paesaggistico regionale. Tra gli obiettivi primari c'è proprio quello di promuovere azioni strategiche per lo sviluppo compatibile del paesaggio. Preservando, tutelando e valorizzando l'ambiente, al fine anche di tramandare alle generazioni future l'entità ambientale, storica e culturale del territorio sardo. «E' partendo da questi principi che abbiamo dato particolare attenzione all'interno del Ppr alla salvaguardia dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco ha spiegato Paola Cannas abbiamo censito nel territorio regionale 7000 nuraghi circa ma ancora non se ne conosce il numero esatto. Un patrimonio enorme rappresentato a livello internazionale proprio dal complesso di Barumini che è inserito tra i siti Unisco ha spiegato ancora Paola Cannas che deve essere quindi valorizzato ed utilizzato ai fini di una maggiore conoscenza del territorio. Creando una rete tra questi monumenti possiamo quindi proporre nuove iniziative e ampliare i siti di particolare valenza culturale. Possiamo inserire le chiese, i centri storici dei comuni gli stessi siti minerari dimessi». L'Assessorato regionale dell'Urbanistica ha già avviato una serie azioni strategiche che puntano al rilancio delle zone interne, così come si sta facendo con il progetto Civis, per il rafforzamento dei piccoli comuni, ora si vuole realizzare il progetto comuni siti Unesco. «L'obiettivo è soprattutto quello di collabo-rare e copianificare la gestione del territorio tramite strumenti urbanistici responsabili di qualità ha ripreso il direttore generale dell'Urbanistica Paola Cannas il Piano di gestione del sito di Barumini orienta di fatto lo sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione di tutte le categorie di beni, materiali e immateriali. Credo che l'iscrizione a sito Unesco del solo villaggio nuragico di Barumini sia una limitazione da superare poiché la civiltà nuragica non si esaurisce né in un ambito né all'interno dei territori di pochi comuni, ma deve coinvolgere l'intera rete dei vilLAGGI nuragici con tutte le sue eccezionalità. Da qui la proposta lanciata nella giornata di studi curata da Tatiana Kirova, e quindi quella di potenziare la rete dei nuraghi estendendola all'intera Sardegna, facendo interagire il territorio di Barumini e della Marmilla con Sirai, Torralba e Santa Cristina, solo per citarne alcuni».