«L'Annunciazione» lascia domani gli Uffizi tra imponenti misure di sicurezza. E forti proteste - FIRENZE - EVENNE il giorno dell'Annunciazione. Fra roventi polemiche e condivisibili timori, il capolavoro di Leonardo da Vinci domattina alle otto e mezza in punto verrà staccato dalla parete della Sala 15 della Galleria degli Uffizi, dove si trova dal 1867 senza aver subito altri 'traumi', e depositato nella prima delle tre casse che lo custodirà durante il lungo viaggio fino a Tokio. Già. Perché la tempera su tavola realizzata dal genio di Vinci in età giovanile sarà imballata e spedita in Giappone, come deciso dal ministro Francesco Rutelli, per partecipare alla grande rassegna promozionale 'Primavera italiana', gioiello della mostra 'La mente di Leonardo'. Molte le voci di intellettuali, politici e cittadini (c'è anche una raccolta di firme presentata al ministro e, ieri, anche al presidente della Repubblica) che si sono levate per protestare contro la decisione di far partire l'opera di inestimabile valore artistico, uno dei principali motivi di richiamo del museo statale fiorentino, che ne resterà 'orfano' per oltre tre mesi. Tanto che il senatore fiorentino di Forza Italia, Paolo Amato, domani mattina si incatenerà davanti alla Galleria per testimoniare l'indignazione di molti. Un atto significativo ma poco efficace, in quanto la partenza vera e propria dell'Annunciazione è in programma per martedì. Ma, come si dice, basta il gesto... «NON SI DOVREBBE far viaggiare un' opera così delicata e preziosa» denuncia il senatore di Forza Italia, sottolineando che sul prestito dell'opera «hanno espresso parere sfavorevole molti autorevoli tecnici e che l'articolo 66 comma 2, lettera b del codice dei Beni culturali e del paesaggio prescrive che 'non possono comunque uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata e organica sezione di un museo, pinacoteca o galleria'». Contrario si è sempre dichiarato anche il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, che domani ha deciso di prendere un giorno di ferie, per non assistere allo 'scempio'. «L'Annunciazione di Leonardo? Non concederò mai quel prestito», tuonò in agosto il raffinato studioso della scultura e della pittura toscana del Quattro e Cinquecento e direttore della Galleria. «Bisogna tener presente che esistono opere che di per sé si autoescludono dal prestito», le sue parole. Qualche esempio? «Si tratta di quelle vette della cultura figurativa che non possono correre rischi, soprattutto di questi tempi. E mi riferisco anche all'Annunciazione di Leonardo da Vinci, così come al Tondo Doni e ai picchi del Botticelli che appartengono al nucleo degli Uffizi. Per quanto mi riguarda sono assolutamente contrario, visti i tempi e i rischi a cui vengono esposte le opere d'arte durante un viaggio. Ma, sul fronte dei prestiti l'ultima parola spetta al ministero». Una piccola consolazione: in occasione della mostra giapponese sarà presentato il Dvd realizzato per l'occasione da Art Media Editori e curato da Antonio Natali dal titolo 'L'Annunciazione di Leonardo. La montagna sul mare' (nella foto la copertina). Dalla decisione di spedire l'opera di Leonardo in Giappone aveva preso le distanze anche l'allora soprintendente (e direttore degli Uffizi) Antonio Paolucci. «L'Annunciazione non dovrebbe andare a Tokio», tuonò il professore, ex ministro dei Beni Culturali ai tempi del governo Dini. «La cosa è stata decisa direttamente da lui sottolineò Paolucci . Ho fatto presente a Rutelli, quando è venuto a Firenze, cosa significava prestare un'opera del genere, le reazioni che ci sarebbero state. L'ambasciatore d'Italia a Tokio, Mario Bova, ha trattato direttamente, e scorrettamente devo dire, con Rutelli. E ha ottenuto il prestito». PER METTERE questi rumors a tacere, poco dopo il ministro istituì un'apposita commissione di esperti, che a quanto pare ha dato l'ok definitivo. Ora il giorno è arrivato. «E' inutile protestare adesso commenta amareggiato Carlo Pe-dretti, uno dei massimi studiosi di Leonardo . La macchina politica, a qualsi-asi livello, andava fermata quando l'unica voce di dissenso era la mia. Un solo voto contrario, si sa, non fa paura ai governanti. I firmatari dell'ultima ora non se lo scordino alle prossime elezioni». TRA LE TANTE VOCI di dissenso anche quella del regista Franco Zeffirelli («assoluta follia mandare in giro quest'opera») e della storica dell'arte Mina Gregori: «Sono contraria come buona parte della cittadinanza. La prova? Ho ricevuto in queste settimane un'infinità di e-mail, fax e lettere di tanti fiorentini e gente comune che vive a Firenze e che si è rivolta a me per protestare contro questa decisione che priva il museo fiorentino forse più conosciuto al mondo, gli Uffizi, di uno dei suoi capolavori più importanti e fondamentali. In sostanza è in atto una vera e propria protesta di popolo». Ma le proteste, da sole, non sono bastate e, dopo il via libera al viaggio del ministero, è stato progettato un sofisticato imballaggio per trasportare il capolavoro, assicurato per 100 milioni di euro: l'Annunciazione (217 cm per 98), dipinta da Leonardo tra il 1472 e il 1475, domani sarà tolta dai sostegni e deposta in tre casse, una dentro l'altra, trattate con protezioni ignifughe, impermeabilizzanti e ritardanti di fiamma. Per la seconda cassa sono stati scelti pannelli in alluminio ad alta capacità di isolamento termico per mantenere costanti temperatura e umidità. COMPLESSIVAMENTE sarà protetta da un involucro di 3 metri per 1,70: 70 centimetri lo spessore. La cassa che contiene il prezioso dipinto partirà alla volta di Tokio con un volo dell Alitalia dall'aeroporto di Fiumicino martedì: durante il viaggio in camion da Firenze verso la capitale, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale del comando provinciale di Firenze controlleranno a vista l'opera affiancati da agenti di polizia ed esperti. Antonio Godoli, direttore del dipartimento di architettura e allestimenti museografìci degli Uffizi, accompagnerà il prezioso carico fino a destinazione: il Museo nazionale di Tokio, dove l'Annunciazione sarà esposta in una super-teca in cristallo fabbricata a Francoforte.
Tutti (o quasi) si oppongono. Ma Leonardo vola a Tokio
L'Annunciazione di Leonardo da Vinci, un capolavoro del Quattrocento, sarà prestato al Museo nazionale di Tokio per partecipare alla mostra 'Primavera italiana'. La decisione è stata presa dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che ha istituito una commissione di esperti per valutare la sicurezza del viaggio. Tuttavia, molti intellettuali, politici e cittadini hanno espresso proteste contro la decisione, affermando che l'opera è troppo delicata e preziosa per essere esposta a rischi. Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha dichiarato di non concedere mai quel prestito, mentre il senatore Paolo Amato si è incatenato davanti alla Galleria per protestare.
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