FIRENZE Tutti stretti intorno a Fiesole. Per salvaguardare la cittadina etrusca oggi un convegno riunirà intellettuali, esperti e politici per discutere il piano per la risistemazione dell'antica piazza Mino: un progetto intende infatti cambiarne il caratteristico andamento planimetrico, abolendo la naturale discesa, e abbattere la chiusura a est della piazza per creare dei «front office», cioè ingressi agli uffici seminterrati del palazzo municipale. All'annunciata presenza del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, durante rincontro verranno riproposte le denunce presentate alla Procura, alla Corte dei Conti e al Tar della Toscana. La notizia del piano comunale risale a tre anni fa e da allora ha fatto discutere. Il quell'occasione è nato il «Comitato per Fiesole», che si è fatto promotore di numerose proteste, ma non è riuscito a ottenere un progetto alternativo. I lavori sono andati avanti con piccole varianti, tali però da modificare visibilmente l'assetto della piazza senza che intervenisse la soprintendenza all'Ambiente. I LAVORI Ma piazza Mino non è l'unico argomento ad aver preoccupato i cittadini sul presente e il futuro di Fiesole. L'adiacente piazza Garibaldi, che ha al centro reperti archeologici importanti, è stata ceduta a una impresa privata, che con tre milioni e 500 mila euro si è assicurata la proprietà e il diritto di costruzione di un edificio di tre piani e di due interrati per appartamenti e studio. Nello stesso periodo è stata avviata, ed è ormai a buon punto, la costruzione di un grande Audito-rium di 8.500 metri cubi in un'altra piazza centrale, alberata e soprastante resti etruschi. E, denuncia il Comitato per Fiesole, altri edifici di varia importanza sono stati messi in cantiere sulla città, per una superficie di 39 mila metri cubi. LA PROTESTA II Comitato ha deciso dunque di chiamare a raccolta altri comitati nazionali impegnati nella difesa del paesaggio. Ha presentato le denunce alle autorità competenti e ha organizzato per oggi, presso il Centro Cisl a San Domenico di Fiesole, un incontro nazionale al quale sono stati invitati i sindaci di Firenze e di Fiesole, Leonardo Domenici e Fabio Incatasciato, il presidente della Toscana Claudio Martini, i soprintendenti ai Beni ambientali e archeologici e il ministro Rutelli. I NOMI Hanno assicurato il loro intervento, fra gli altri, Alberto Asor Rosa, il presidente Italia Nostra Toscana Nicola Caracciolo, il presidente Fai Giulia Maria Crespi, quello di Legambiente Roberto Della Seta, l'archeologo dell'Università di Siena Riccardo Francovich, la docente di Storia dell'arte moderna Mina Gregori, il numero uno di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana e il giurista Stefano Rodotà. Ecco gli esposti presentati da Cosimo Mazzoni, presidente del Comitato per Fiesole: una denuncia alla Procura della Repubblica di Firenze per reato di abuso d'ufficio e violazione delle norme urbanistiche; una segnalazione alla Corte dei Conti per danni erariali procurati dalla vendita di un'area comunale a prezzo inferiore al valore di mercato; un ricorso al Tar toscano per violazione di norme urbanistiche e regolamento edilizio; e infine la richiesta formale al ministero dei Beni culturali perché venga disposta una verifica ai siti archeologici coinvolti dai progetti approvati a Fiesole. L'obiettivo del convegno odierno è proprio di accendere i riflettori sulla cittadina, non meno importante per la Toscana della costa e delle colline di Monticchiello.
Fiesole, battaglia per salvare il colle. Appello di intellettuali e ambientalisti Abusi e danni per rifare la piazza
Il Comitato per Fiesole ha organizzato un convegno a Fiesole per discutere il piano per la risistemazione dell'antica piazza Mino, che prevede di cambiare il caratteristico andamento planimetrico e di abbattere la chiusura a est della piazza per creare dei front office. Il progetto è stato presentato tre anni fa e ha fatto discutere, ma il Comitato non è riuscito a ottenere un progetto alternativo. I lavori sono andati avanti con piccole varianti, ma il Comitato ha denunciato la violazione delle norme urbanistiche e ha richiesto una verifica ai siti archeologici coinvolti.
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