X Dolente il tasto delle chiese. La lista dei «ricercati d'oro» conta più di 12mila voci Ma si avverte l'esigenza di strumenti operativi più efficaci nelle mani della polizia giudiziaria. I dati resi noti dai carabinieri: negli ultimi cinque anni diminuiti i «colpi» denunciati, e più che dimezzato il numero degli oggetti trafugati. Aumentati i recuperi. Rimane alto il numero dei falsi sequestrati L'ultimo furto d'arte clamoroso, è quello del 2004 nella palazzina di caccia di Stupinigi, in Piemonte, un tesoro per fortuna recuperato un anno e dieci mesi più tardi. Ma sono passati dieci anni dal furto del Klimt alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, nove dalla clamorosa rapina dei Van Gogh alla GNAM di Roma. Le cose sembrano cambiate. I musei italiani, sottolineano gli investigatori, sono diventati più sicuri. Mentre rimane dolente il tasto delle chiese, ancora oggi troppo spesso vittime dei ladri d'arte. E si fa avanti l'esigenza di strumenti operativi più efficaci nelle mani della polizia giudiziaria. La conferma arriva dai dati. Negli ultimi cinque anni, spiega il generale Gianni Nistri, da gennaio al comando dei carabinieri dei Beni Culturali, i furti d'arte denunciati in Italia, sono diminuiti «nettamente e costantemente», passando dai 2.090 del 2001 ai 1.212 del 2006. Più che dimezzato anche il numero degli oggetti trafugati (30.012 nel 2001, sono 12.362 nel 2006). Ma quello che conta è che sono diminuiti i furti in danno dei musei, passati dai 24 del 2001 ai 14 del 2006. I numeri riguardano soprattutto i musei statali, dove c'è una maggiore attenzione alla catalogazione e anche, naturalmente, più soldi per sistemi d'allarme e custodia. Per i musei più piccoli, quelli comunali o quelli delle chiese, il rischio rimane alto, anche se pure in questo caso sono cresciuti investimenti e attenzione. Così come è cresciuta l'attenzione per le chiese, tradizionalmente le più prese di mira (740 furti nel 2001, 546 nel 2006) oggetto già da qualche anno del prezioso lavoro di catalogazione avviato dalla Cei (una gran parte del catalogo è già in rete e a disposizione dei carabinieri dei Beni Culturali), esteso ultimamente anche alle biblioteche diocesane e che dovrebbe aiutare sempre di più in futuro la lotta delle forze dell'ordine contro le aggressioni al patrimonio artistico. In flessione i furti nelle sedi di enti pubblici e privati (89 nel 2001, 65 nel 2006) e negli ultimi cinque anni anche quelli a danno di privati (1.237 nel 2001, 587 nel 2006). Aumentano invece i recuperi, passati dai 106.823 del 2001 ai 161.011 del 2006. Così come rimane alto il numero dei falsi sequestrati (173.603 tra il 2001 e il 2006). Certo, fanno notare gli investigatori, nel campo dei Beni Culturali ancora più che in altri settori le statistiche devono essere lette con attenzione a tutti i distinguo. Perchè nel novero degli oggetti trafugati ci sono le opere d'arte vere e proprie, ma anche il cassettone della nonna rubato in una casa privata o gli oggetti di culto spariti dalla chiesetta di campagna. E il numero degli oggetti rubati in un anno o recuperati, può salire a dismisura se comprende ad esempio una collezione di monete o di piccoli reperti archeologici. Quello che conta, spiega il comandante Nistri, «è che negli ultimi anni abbiamo cercato di ampliare la rete di attività, puntando molto su prevenzione, controllo, monitoraggio. E l'obiettivo sono innanzitutto le filiere, le organizzazioni del crimine». I risultati ci sono. Anche la piaga degli scavi clandestini di reperti archeologici, sottolinea il generale, si è considerevolmente ridimensionata. La battaglia però non è vinta. E anche le armi per combattere dovrebbero essere perfezionate. Perchè fermare i trafficanti d'arte, con le leggi attuali, spiega, è ancora molto faticoso: «Servirebbero più strumenti operativi nelle mani della polizia giudiziaria e della autorità giudiziaria», ragiona Nistri. I tempi sono maturi, sorride: «speriamo in una rivisitazione complessiva della legislazione di settore».