CAGLIARI. Altro che città non inquinata perché salvata dal forte vento di maestrale: a Cagliari, nel solo mese di febbraio, per ventotto volte i valori delle polveri sottili hanno superato i limiti di guardia previsti dalla legge. La denuncia arriva dall'associazione Gruppo d'intervento giuridico, che non ci sta a sentire le scuse del Comune secondo cui invece "i valori delle concentrazioni delle sostanze misurate oggi non rappresentano un pericolo d'inquinamento". È la solita storia, purtroppo, con l'ormai conosciuto scontro tra ambientalisti e uffici di via Roma sulla poveri sottili. Gli ambientalisti, numeri alla mano, non solo sono convinti che i livelli di guardia sono stati superati, ma soprattutto che "il Comune non ha preso le opportune precauzioni per proteggere i cittadini e i bambini in particolare". Accuse precise che partono proprio da alcuni episodi finora utilizzati dal Comune come scudo. Dice Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d'intervento giuridico: "Da tempo sappiamo che le sette centraline per il rilevamento delle polveri sottili e delle altre sostanze inquinanti in piazza Repubblica, via Italia, piazza Sant'Avendrace, viale Diaz, viale Ciusa, Tuvixeddu e nella zona del mercato ittico non forniscono dati reali, perché sono sono state sistemate in aree ventilate". La realtà è un altra: a febbraio su cinquantasei rilevazioni in ben ventotto casi cioè ben oltre il cinquanta per cento del totale, le polveri sottili (PM 10) hanno superato il valore massimo tollerabile per legge, 50 microgrammi per metro cubo d'aria». Setacciato questo dato, gli ambientalisti aggiungono: «Il superamento della soglia di tollerabilità c'è stato ben quindici volte in piazza Sant'Avendrace e tredici in viale Diaz, con un picco di 83 microgrammi per metro cubo d'aria». È colpa dell'inverno che ha costretto i cagliaritani ad accendere gli impianti di riscaldamento, provocando un aumento dello smog? Neanche per sogno: Cagliari, insistono gli ambientalisti, è davvero inquinata. E per provarlo, portano a sostegno della loro tesi i numeri dell'estate 2006 (dal 16 giugno al 30 settembre), quando sebbene in più di un'occasione le centraline fossero fuori servizio, sono state possibili alcuni test e i test hanno detto che per ottantotto volte la concentrazione delle solite polveri sottili ha superato il limite, con un picco registrato, ancora una volta, in piazza Sant'Avendrace. A questo punto è meglio dunque stare all'erta e sapere quali rischi si corrono. "Recenti studi - dice Stefano Deliperi, citando quanto riportato nel sito internet del Comune - hanno dimostrato un ruolo preminente delle polveri sottili negli effetti dannosi a carico dell'apparato respiratorio". Effetti tanto più nocivi a seconda delle sostanze di cui sono composte le particelle e delle dimensioni di queste. Proprio in base a questo allarme, gli ambientalisti affondano i colpi nei confronti del Comune: "Prima ancora che entri in vigore il nuovo sistema di rilevamento della qualità dell'aria, è arrivato il momento che la giunta faccia qualcosa per tutelare davvero la salute pubblica e non continui a nascondersi dietro falsi alibi, questi si spazzati dal vento di maestrale".