Se non fosse così bello e così nudo non sarebbe finito riprodotto su grembiuli e boxer da dare in pasto a certi turisti. E' il triste scotto che il David deve pagare: tutti lo vogliono, a vario titolo. Qualcuno si accontenta di «indossarlo» mentre prepara una pizza. Ma la cosa è seria, anzi serissima, e come potrebbe essere altrimenti, trattandosi di un capolavoro, patrimonio universale e simbolo di Firenze: la sua tutela, un bagaglio di emozioni e attenzioni da rispettare, gli interessi anche economici che riesce a muovere. Oggi è al centro di roventi dispute che hanno coinvolto Soprintendenze, Comune, Regione. Tutto scaturito da un restauro-pulitura e dal l'approssimarsi di un ennesimo centenario, i suoi 500 anni di vita. Altro secolo, altra storia: ma protagonista ancora una volta lui, il David assurto a "gloria patria". Stavolta non si parla dell'originale, ma della copia colossale che con l'Unità d'Italia fu fusa e donata dal Governo nazionale alla città di Firenze: 3900 chili di ferro e bronzo destinati nel 1871 ad occupare il centro del 'nuovo' Piazzale voluto dal Poggi lungo il Viale dei Colli e non a caso intitolato a Michelangelo. Ma il David da solo non bastava - dicevano allora - a reggere con l'ampiezza del campo visivo che il piazzale offriva; ed ecco che alla statua dell'eroe perennemente giovane vennero aggiunte alla base le quattro Allegorie dei sepolcri medicei in San Lorenzo. Il monumento fu inaugurato durante le celebrazioni del centenario michelangiolesco nel 1875. "Arrivato il giorno del famoso Centenario, si fecero le feste nel modo più degno scrive un testimone di allora, lo scultore Giovanni Dupré esposizione di tutte le opere di Michelangelo, visita alla tomba di lui in Santa Croce, alla sua casa e infine al Piazzale ove fu inaugurato il monumento; musica nel gran salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, luminare nel gran Piazzale e nei Colli con molto decoro e bell'ordine". E poi discorsi celebrativi a cura dei presidenti dell'Accademia delle Belle Arti e della Crusca alla presenza del principe di Carignano. Come se non bastasse - potenza dei centenari - all'architetto Poggi era venuta l'idea di realizzare al piazzale una loggia per farne una sorta di museo michelangiolesco dove riunire le copie in gesso delle principali opere dell'artista e una statua in marmo a lui dedicata che il Dupre si offrì di scolpire gratuitamente, peraltro mai realizzata. La Loggia fu completata nel 1876 ma, passata l'eco dei festeggiamenti del centenario, del museo non se ne parlò più e l'elegante edificio del piazzale Michelangelo fu da allora destinato a caffè-ristorante che nelle sere d'estate risuonava dei concerti, di una banda musicale: "cosa che l'è di certo commentava ironico il Dupré - molto più comoda e più dilettevole, che il vedere là dentro una statua di Michelangelo".
Ma Poggi voleva un museo
Il David è un capolavoro di Michelangelo che è al centro di dispute per la sua tutela e per il suo restauro. La statua è stata oggetto di diverse controversie, tra cui una disputa tra le Soprintendenze, il Comune e la Regione. La disputa è stata scatenata dal restauro della statua e dall'approccio di un centenario di Michelangelo. Il David è stato anche oggetto di diverse copie, tra cui una copia colossale che fu donata al Comune di Firenze nel 1871. La copia fu realizzata per occupare il centro del Piazzale Michelangelo, che fu inaugurato durante le celebrazioni del centenario michelangiolesco nel 1875.
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