Volete osservare da vicino i segni del potere che conferivano autorità a un imperatore romano? A Roma, al Museo nazionale romano (Palazzo Massimo alle Terme), sono da poco esposti tre scettri, altrettante lance da parata e quattro portastendardi rinvenuti di recente alle pendici del Palatino, in prossimità del Colosseo, in seguito a indagini archeologiche dirette da Clementina Panella (Università "La Sapienza"). È un settore della città antica di notevole importanza, frequentato a partire dalla fine dellVIII secolo a. C. e sul quale arrivò a estendersi la Domus Aurea voluta da Nerone. La probabilità di scoperte rilevanti era alta, ma nessuno immaginava di trovare insegne imperiali appartenute con ogni probabilità a Massenzio, lantagonista di Costantino. Gli archeologi stavano lavorando in un ambiente seminterrato posto al disotto di un complesso architettonico costituito da un tempio e da una terrazza, e forse da identificare con le Curiae Veteres nella ricostruzione voluta dagli imperatori della dinastia dei Flavi. Hanno visto che il pavimento originario era stato tagliato da una fossa scavata in fretta e ricoperta con cura in un giorno di un anno da porre tra la fine del III e i primi decenni del IV secolo d. C., come suggeriscono la stratigrafia e i reperti. E così che sono emersi un corto scettro coronato da una sfera in vetro verde, due sfere in vetro dorato pertinenti a uno scettro più lungo e un globo in calcedonio da riferire a un terzo scettro di forma conica. Questultimo era usato nelle cerimonie civili e religiose, mentre quello a due sfere era un attributo dellimperatore e, in alcune occasioni, dellimperatrice. Gli archeologi hanno ricuperato anche quattro punte di portastendardi realizzate in ferro ed oricalco e tre punte di lancia da parata. Gli oggetti erano stati avvolti nella seta e nel lino degli stendardi e le punte riposte allinterno di astucci realizzati in legno di pioppo. Furono occultate per impedire che le insegne imperiali cadessero in mano nemica o venissero utilizzate come trofeo da parte del vincitore. A chi potevano essere appartenute? Allimperatore Massenzio, sconfitto da Costantino. A colui che, nelle vicende convulse che seguirono labdicazione di Diocleziano e del padre Massimiano, era stato eletto augusto con lappoggio dei pretoriani e della plebe urbana, secondo la responsabile delle ricerche.