Di fronte alla fontana di Giacomo della Porta fu costruito nel 500 per il cardinale Scipione su progetto di Francesca da Volterra Un gioiello darte e storia nella via degli antiquari Già via dei Coronari è di per sé un museo allaperto con le numerose edicole sacre che la caratterizzano in una peculiare cornice artistica. Poi nel susseguirsi di quinte architettoniche prestigiose quellautentico gioiello che è palazzo Lancellotti da solo qualifica artisticamente e storicamente uno degli ambienti più suggestivi di Roma. Ti appare maestoso tra le piazze di San Salvatore in Lauro e San Simeone, dove la fronteggia una fontana di Giacomo della Porta realizzata nel 1575, già a piazza Montanara e qui collocata negli anni Cinquanta del Novecento. E alla seconda metà del Cinquecento risale linizio della costruzione del palazzo per il cardinale Scipione su progetto di Francesco da Volterra, portato a termine da Carlo Maderno e arricchito da un maestoso portale disegnato dal Domenichino. Portale divenuto storico, perché ha legato la sua fama al 20 settembre 1870, quando sulle colonne furono stampigliate in rosso da alcuni cittadini romani le lettere V.V.E., ovvero "Viva Vittorio Emanuele", ancora in parte leggibili, in risposta alla chiusura del portone attuata dal principe Lancelloti per protesta contro "laggressione italiana agli Stati Pontifici". Una chiusura che parzialmente durò fino ai Patti Lateranensi del 1929. Il palazzo allinterno è di straordinaria bellezza, dal cortile porticato su un lato e ricco di bassorilievi e stucchi allappartamento al pianterreno affrescato dal Guercino e al salone del piano nobile decorato da Agostino Tassi con una illusionistica raffigurazione a loggiati su due piani. Impreziosiva la casa fino a trentanni fa la statua del Discobolo, trovata nel 1781 nella Villa Palombara allEsquilino, soprannominata il "Discobolo Lancellotti"; ora è al Museo Nazionale Romano. E non va tralasciato il fatto che il palazzo è stata sede della mistica Accademia degli Infecondi, nonché della legazione francese con ambasciatore il cardinal Fesch, lo zio di Napoleone, e la sua celebre collezione di quadri, e segretario lo scrittore Chateaubriand. Ma la preziosità del palazzo è anche allesterno in una serie di preziose edicole sacre che incastonano ledificio come un gioiello. Sul fianco del palazzo verso via degli Amatriciani ecco una Immacolata Concezione seicentesca in una cornice in travertino e stucco. Sul cantonale verso via dei Coronari ecco una immagine del Redentore. Sul cantonale tra piazza e via Lancellotti una Madonna Addolorata è inserita in una cornice a stucco a forma di raggiera; ed è una copia dellorginale custodito nel palazzo. Sullaltro cantonale verso via dei Coronari una raggiera con testine dangeli sormontata a sua volta da un angelo, a fronte di un lampione, racchiude la copia di un dipinto di Rapael Mengs. E ancora una Madonna col bambino su carta, copia di un originale settecentesco, allinterno di una cornice ottocentesca campeggia sulla facciata rivolta verso via dei Coronari.