La memoria impolverata di chi ha fatto la storia Raboni mi ha insegnato che una città non è soltanto quella che vediamo, con le sue case, strade, piazze, gente viva, ma è anche piena di storia, di case, strade, piazze che non ci sono più e di gente che non cè più, di gente morta. Mi ha insegnato che la città visibile è piena di storia invisibile, e di questa targhe e iscrizioni rappresentano la traccia. caduti della Seconda guerra non si leggono in piazza dei Mercanti, Giordano Bruno è coperto E anche le curiosità di Einstein e Ho Chi Minh restano oscure Rammentano al passante distratto chi ha difeso quella strada contro gli austriaci nelle ottocentesche ed eroiche Cinque giornate, chi è caduto trucidato dai fascisti negli anni 40, o dalle Br negli anni 80, chi ha vissuto in quella casa nei secoli passati. E qui le sorprese sono tante perché Milano nel corso del tempo ha visto passare numerosi protagonisti della storia. Ma molte delle targhe commemorative disseminate per la città, più di 800, sono sporche e mal tenute, alcune assolutamente illeggibili, con le parole incise nel marmo ormai consunte. Nemmeno luso del binocolo può aiutare a riconoscerle. La memoria finisce così nella polvere e resta solo una inutile facciata. Qualche esempio? In piazza Mentana 7 la lapide che ricorda Guido Mapelli, caduto sul campo in Grecia, conserva solo il volto del giovane che morì per la patria, quel che cè scritto sotto non si legge. Vicino cè la targa in memoria di Giordano Bruno, mandato al rogo dalla Chiesa, verde a chiazze nerastre, decifrabile con grandissima fatica. In piazza Mercanti, sotto la Loggia, le targhe che riportano i nomi dei caduti nellultima guerra hanno incrostazioni imbarazzanti. Invece unaltra piccola lapide, allesterno della Loggia, è sporca e poco incisa, oltre a essere posizionata a circa 10 metri daltezza, per cui è impossibile capire che «qui sorgevano gli edifici del Broletto nuovo». Peggio sta la targa dellAssociazione Granaria milanese, a destra sotto il porticato di piazza Mercanti, in origine molto bella. In marmo rosso, è scheggiata in alto e le parole non si vedono più, sembrano raschiate via. Ricordavano che, per otto secoli, la piazza è stata il teatro del mercato dei cereali. Sotto è abbellita da un bassorilievo in bronzo, aggredito dallossidazione: rappresenta un uomo che, con grande fatica, lavora la terra, spingendo un aratro trascinato da due buoi. Le targhe milanesi sono anche una piacevole fonte di notizie. Ecco la casa dove, da una ventina di antifascisti provenienti dal carcere e dal confino, fu fondato il Movimento Federalista nel 1943, in via Poerio 37; quella in cui abitò Francesco Petrarca, dal 1353 al 1358 (via Lanzone 53); Mozart, ospite dei padri agostiniani in piazza San Marco nel 1770, durante il suo primo soggiorno milanese; il fisico Albert Einstein, che studiò a Milano negli anni della gioventù e soggiornò in via Bigli 21. E ancora Stendhal, arrivato diciassettenne al seguito delle armate napoleoniche, prese alloggio in corso Venezia 51, proprio vicino a Napoleone Bonaparte, che visse nel palazzo al 16. O ledificio di via Armorari 4, in cui fu curato, nellestate del 1918, Ernest Hemingway, ferito sul fronte del Piave: da quellesperienza nacque Addio alle armi. Oppure lo stabile che frequentò, negli anni 30, Ho Chi Minh «durante le sue missioni internazionali in difesa della libertà dei popoli», recita la targa in via Pasubio 10. Ancora più interessanti sono alcune iscrizioni: come quella, nella scuola di via dei Salici, sul sacrificio dei 7 Fratelli Cervi, tutti partigiani, tutti fucilati: «Noi eravamo gente oscura, uomini delle fabbriche e degli uffici. Eravamo contadini, con addosso puzza di cipolle e di sudore. Non vogliamo un premio per i nostri tormenti. Ma tu almeno racconta, con parole semplici, alle genti di domani destinate a darci il cambio, che valorosamente abbiamo combattuto». Per chi volesse fare un tour almeno virtuale tra le tante targhe milanesi e segnalare nuove scoperte, cè anche un sito che se ne occupa: www.chieracostui.com
MILANO Targhe e incisioni sui muri coperte da smog e incuria
La città di Milano è piena di storia, ma molte delle targhe commemorative che la ricordano sono sporche e mal tenute. Le targhe sono state create per ricordare i caduti della Seconda guerra mondiale, ma molte sono state danneggiate nel corso degli anni. Alcune targhe sono state coperte dalla polvere e le parole incise nel marmo sono state raschiate via. La città ha anche una ricca storia di personaggi famosi, come Giordano Bruno, Albert Einstein e Ho Chi Minh, che sono stati commemorati con targhe. Tuttavia, molte di queste targhe sono state danneggiate e non sono più leggibili. La città ha anche una ricca storia di eventi e personaggi, come la fondazione del Movimento Federalista e la presenza di Napoleone Bonaparte.
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