Un grande patrimonio artistico e naturale da solo non basta. A maggior ragione se è insignito del marchio Unesco come nel caso di Siracusa, Pantalica e del Val di Noto. Bisogna salvaguardarlo, valorizzarlo. E soprattutto inserirlo in un circuito di fruizione moderna. Di questo si è discusso ieri mattina a palazzo Greco, in corso Matteotti, dove è stato ospitato il convegno «La Sicilia e il patrimonio Unesco». Una giornata di studi promossa dal Comune aretuseo, che si è trasformata in un acceso dibattito a cui hanno partecipato politici, esperti e operatori. Seduti al tavolo dei relatori l'assessore comunale alle Politiche culturali, Fabio Granata, l'esperto Unesco per il Patrimonio mondiale, Ray Bondin, la soprintendente ai Beni culturali, Mariella Muti, il direttore dell'Istituto regionale del restauro, Guido Meli, e il soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza. Tra le fila del pubblico i rappresentanti dei Comuni siciliani inseriti nella «World heritage list», che hanno partecipato attivamente alla tavola rotonda. Un momento di confronto, dunque, tra parti pubbliche, che è sfociato in una serie di proposte per la promozione dei siti Unesco. «In programma ha affermato Granata la creazione del "Club Unesco", con un sito internet ad hoc». L'assessore ha sottolineato la necessità di puntare su una programmazione comunitaria, su un lavoro sinergico. E, riguardo all'aspetto turistico, ha posto l'accento sul "viaggio" che il visitatore sceglie di compiere tra i luoghi siciliani. Di priorità e carenze ha poi parlato Ray Bondin. «Occorre la collaborazione tra le amministrazioni dei siti Unesco in Sicilia ha detto -. Oggi siamo all'inizio di questa avventura, ma bisogna impegnarsi. E' necessario garantire la fruizione dei luoghi, che quindi devono essere sempre aperti al pubblico, e la loro conoscenza attraverso reti mediatiche come internet». In merito al piano di gestione Unesco, ancora in fieri, Bondin ha auspicato la sua realizzazione "non solo sulla carta". Gli interventi dei relatori sono stati intervallati da quelli del pubblico presente nel salone dell'Inda, tra cui gli assessori alla Cultura dei Comuni di Piazza Armerina, Modica, Caltagirone e Sortino; oltre a quello del rappresentante studentesco dell'Università aretusea, Marco Mastriani. isabella di bartolo