C'è anche la Madonna dell'Orto di Giovanni Bellini, rubata a Venezia nel 1993, tra le top ten della lista dei "wanted" dei Carabinieri dei Beni Culturali. Aperta nel 1972, in rete dal 2003, la lista dei ricercati d'oro del mondo dell'arte messa a punto dai carabinieri conta ormai più di 12mila voci, in pratica il meglio del meglio degli oltre 2 milioni e mezzo di oggetti inseriti nella banca dati del Comando, un'arma sempre più preziosa per indagini e controlli, invidiata e consultata dalle polizie di tutto il mondo. Nella lista dei grandi ricercati, in parte consultabile navigando sul sito www.carabinieri.it, ci sono tesori piccoli e grandi, dai gioielli di scavo alle tele di pittori contemporanei, dai mobili d'alto antiquariato ai grandi capolavori della pittura, della scultura, dell'ebanisteria. Opere di Caravaggio o "Ritratto di donna" di Klimt, il Bellini di Venezia, ma anche "Il Bambinello" dell'Ara Coeli, rubato a Roma nel '94, "La Madonna del Melograno" del Fiorentino, trafugata a Gubbio nel 1979, una "Madonna con Bambino" attribuita alla scuola di Giotto (rubata a Brescia), "Giuditta e Oloferne" di Guido Reni (rubato a Roma), "L'uomo con cappello" di Modigliani (rubato a Milano). E ancora, Tiepolo, Morandi, Rosai, Pinturicchio, Piazzetta, Spagnoletto. Le indagini sono sempre aperte, sottolineano i carabinieri. Continuano per tutti, per il Caravaggio sparito da 40 anni, come per la più piccola delle opere classificate. «Importantissima è proprio la catalogazione - spiegano gli investigatori - non solo per i musei, le chiese, gli enti: una fotografia accompagnata da una buona schedatura può aiutare anche il ritrovamento di un mobile o di un quadro, di un gioiello d'epoca rubato dall'appartamento di un privato. Così come sarà importantissima, per le chiese, l'opera di catalogazione che sta portando avanti la Cei». Un modulo, per catalogare anche il cassettone della nonna, si può scaricare dal sito dei carabinieri. Attenzione però a conservarlo in un luogo sicuro. I musei italiani, sottolineano gli investigatori, sono diventati più sicuri. Mentre rimane dolente il tasto delle chiese, ancora oggi troppo spesso vittime dei ladri d'arte, come spesso hanno evidenziato anche le forze dell'ordine di Venezia. E si fa avanti l'esigenza di strumenti operativi più efficaci nelle mani della polizia giudiziaria.