Da 90 a 500 metri quadri sigilli alle villette rurali Ville con giardino e con tutti i comfort e gli optional, al posto degli spartani rustici autorizzati. Dimore da 400-500 metri quadrati, anziché le modeste e piccole costruzioni agricole disegnate sui progetti vidimati. Un complesso residenziale là dove dovevano esserci semplici fabbricati rurali. Edificate sotto gli occhi di tutto il paese - Andrano, comune leccese di 15 chilometri quadrati e 5.153 abitanti - sette villette abusive sono state "scoperte" e sequestrate dai finanzieri della tenenza di Tricase. «La scoperta dellacqua calda», ironizzano gli stessi specialisti delle Fiamme gialle, autori del blitz. Cè voluto il loro intervento, infatti, per accertare, denunciare e perseguire gli abusi edilizi che solo adesso vengono contestati. I proprietari delle magioni sono stati denunciati alla procura della repubblica. Ma le indagini, segnato il primo punto fermo, sono solo allinizio. Si vuole capire perché nessuno si sia accorto prima di quanto stava succedendo. Le costruzioni non corrispondevano alla documentazione. La destinazione duso dei terreni non poteva non essere nota. Il mini villaggio residenziale fuorilegge è stato edificato in contrada Larghi, in unarea privata che è ridosso del centro ma che resta classificata come zona agricola. «I proprietari dei suoli - spiegano gli investigatori della Guardia di finanza - avevano ottenuto i permessi per realizzare dei rustici, con una superficie massima di 90 metri quadrati. Invece, lo si vede ad occhio nudo e lo abbiamo documentato, hanno realizzato unità abitative cinque volte più grandi e con caratteristiche che rurali non sono». Nessuno ha disturbato i lavori di costruzione degli immobili "agricoli". Le villette sono spuntate dal nulla, cresciute, arrivate fino al tetto. Per completarle, raccontano sempre i militari delle Fiamme gialle, manca poco. Qualche rifinitura. Gli ultimi ritocchi. Ma i finanzieri non sono riusciti ancora a trovare le imprese edili che, è la certezza dei controllori arrivati da fuori, le hanno realizzate, in nero, senza adempiere ad alcuna prescrizione, senza lasciare tracce,. La versione data dai proprietari di terreni ed edifici - «li abbiamo fatti noi, in economia» - non sembra per nulla convincente. Per questo le indagini proseguono. I finanzieri di Tricase vogliono rintracciare manovali e capomastri e avviare verifiche fiscali. Non solo. Messi i sigilli e firmate le sette denunce, hanno intenzione di andare a vedere anche le carte e le pratiche depositate in Comune.