VERRANNO RIAPERTI oggi per un'occasione tutta speciale la presentazione della mostra 'L'orologio Panerai' allestita alle Pagliere, in viale Machiavelli i 'granai' di Orsanmichele. Quegli spettacolari spazi affacciati sulla città che ospitano un Museo più volte inaugurato e mai riaperto. Dopo anni di lavori, le sale sospeso lassù per aria, con le maestose sculture dei tabernacoli recuperate dalla facciata della chiesa restaurate e messe al sicuro, sono tutt'ora chiuse come un'ostrica. Il motivo? Manca l'ascensore, quindi niente «ok». Dopo la riapertura della chiesa, nel novembre 2006, nulla è stato possibile fare per il solitario museo, da tempo perfettamente sistemato, eppure interdetto ai visitatori per un problema esclusivamente tecnico. «Manca l'ascensore, non è una novità», conferma il direttore del museo, architetto Antonio Godoli. Ma ora, c'è una speranza. «Appurato che non è possibile utilizzare quello della Società Dantesca, abbiamo pensato a una soluzione alternativa per chi non è in grado di salire con le proprie gambe riprende l'architetto Godoli . Ci sono stati infatti, nell'ultimo periodo, una serie di incontri per valutare la possibilità di realizzare un nuovo ascensore, grazie anche alla disponibilità del presidente della Società, Guglielmo Corni». Una via d'uscita che permetterebbe di superare anche un altro ostacolo: la convenzione tra soprintendenza e Società dantesca italiana per l'uso del passaggio aereo che collega Orsanmichele con il Palagio dell'Arte della Lana. In realtà un ascensore, esiste, ma è «di uso privato» della vicina Società dantesca. Terminati i lavori di messa a norma della sede dell'istituto, ascensore e scale sono nuovamente agibili, ma al momento non per i visitatori del Museo. Gin grande rammarico del direttore, e di tutti coloro che ambirebbero ammirare il ricchissimo parterre di sculture realizzate dai più grandi artisti del Quattro e del Cinquecento. CHIUSO DA CINQUE anni, quando i custodi passarono al Polo museale fiorentino, il Museo è in perfette condizioni: «Un'opera d'arte in sé il commento di Antonio Godoli , che custodisce gli originali delle 14 sculture che ornavano la chiesa». Capolavori del calibro del 'San Matteo' di Ghiberti ', i 'Quattro Santi coronati' di Nanni di Banco e 'L'incredulità di San Tommaso' di Verrocchio. E' trascorso oltre un anno (era il 27 novembre 2005) da quando l'allora soprintendente Antonio Paolucci ha festeggiato la riapertura della chiesa, assicurando che presto altrettanto sarebbe accaduto anche per il museo: la chiesa è aperta, con l'ammirevole impegno di don Aldo Rai-mondi, ma il Museo resta inaccessibile. Il 'manuale del primo Rinascimento' che raccoglie i simulacri realizzati da Donatelle, Lorenzo Ghiberti, Nanni di Banco e Andrea del Verrocchio è invisibile, all'ultimo piano dello splendido edificio. Le statue raffiguranti i santi patroni delle maggiori corporazioni fiorentine, un tempo collocate nei tabernacoli esterni, dopo essere state restaurate e sostituite da copie, sono allestite al primo piano, a cui si accede attraverso il passaggio sopraelevato che unisce Orsanmichele al Palazzo dell'arte della Lana. Una vecchia diatriba che sembra arrivare a una possibile soluzione, amebe secondo Ugo Muccini a capo della direzione dei lavori di messa a norma della Società dantesca italiana. «Siamo in un momento interlocutorio con la soprintendenza del Polo museale, forse c'è una soluzione, un vano che può ospitare una colonna ascensore, ma i lavori sono tutti da studiare e organizzare». I tempi, si allungano... «SIAMO ARRIVATI a un colpo di timone, individuando la possibilità di un accordo tra il Polo museale e Società dantesca per la realizzazione di un nuovo ascensore auspica l'architetto Antonio Godoli , evitando quella specie di 'torre esterna' paventata in un primo momento per garantire l'ingresso ai disabili» Ma perché non aprire intanto il Museo ai visitatori in grado di salire lungo le scale? «Effettivamente è un paradosso non farlo conclude Antonio Godoli . In fondo anche chi va sulla Cupola del Duomo, deve farlo esclusivamente così: gradino dopo gradino...».