Positano. Erano utilizzate per abbellire la hall di una magnifica struttura turistica, Villa Oliviero, il loro valore è inestimabile, ma la loro esposizione era completamente priva di permesso. Così la Guardia di Finanza le ha sequestrate, sottraendo allo spazio un notevole fascino, dato appunto dall'esposizione delle anfore, di rara bellezza e pregio. Si tratta infatti di tre antichissime anfore, di pregiata fattura e in ottime condizioni di conservazione, detenute illegalmente nell'elegante albergo. I reperti archeologici sono stati scoperti dai finanzieri della Sezione operativa navale di Salerno, diretta dal capitano Alessandro Furnò, nel corso di una ispezione di polizia giudiziaria da ritenersi, come affermato dagli stessi militari, di routine in tutte le strutture ricettive della Costiera. Una sorta di blitz per debellare ogni foprma di illegalità, su zone frequentate da un flusso turistico consistente in tutti i mesi dell'anno. Da qui la tendenza ad esporre beni architettonici e artistici senza auitorizzazione. Il ruolo dei finanzieri diventa dunque di controllo, con sopralluoghi a sorpresa nelle strutture ricettive più frequentate della divina costiera. Non è sfuggita, allora, agli uomini in divisa, la presenza anomala all'ingresso del noto albergo positanese. Nel corso del sopralluogo le fiamme gialle del mare hanno notato le antiche anfore e sono andati fino in fondo per verificare se gli antichi reperti erano detenuti con una specifica autorizzazione, come prevista dalla norma, dalla Sovrintendenza dei beni archeologici. Al controllo della documentazione le anfore sono risultate completamente prive di ogni autorizzazione e permesso per la loro esposizione nella elegante struttura ricettiva. Il passo al sequestro è stato brevissimo: i reperti storici sono stati sequestrati e depositati, temporaneamente, nel vicino cimitero di Positano per essere poi di nuovo spostati e custoditi nel singolare museo di antichi oggetti sottratti a privati che arriscono la sala della sede della Sezione operativa navale di Salerno di Molo Manfredi. Le anfore sequestrate sono state sottoposte agli esami dei tecnici della Sovrintendenza dei beni archeologi ed è stato stabilito che risalgono al periodo romano greco italico e che venivano utilizzate per il trasporto di vino ed olio a bordo di una delle tante navi travolte, nell'antichità, da furiosi nubrifagi che si abbattevano e si abbattono sul nostro mar Tirreno. Il responsabile della detenzione delle antiche anfore è stato denunciato all'Autorità giudiziaria. gli illeciti.