Sit-in davanti al convento di S. Maria dei Sette Dolori. "Vogliono farci un albergo a 5 stelle" Bonelli: "Salviamo il capolavoro barocco" La Galloni: "Lunedì verifica del progetto" "Diciamo no allHotel Borromini". La denuncia di una trasformazione del complesso di Santa Maria dei Sette Dolori in albergo di lusso - lanciata su queste colonne l11 novembre 2006 - è diventata uno striscione di protesta. Dietro il quale ieri mattina si sono raccolte quaranta persone. In una manifestazione, che sè tenuta in via Garibaldi 27, davanti allingresso del convento di proprietà dellOrdine agostiniano, in cui vivono sei anziane suore, che ha visto riuniti in un sit-in abitanti di Trastevere e ambientalisti. Il grido dallarme arriva dal capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, che ha annunciato uninterrogazione al ministro dei Beni culturali: «È necessario salvaguardare il grande patrimonio artistico, architettonico e culturale rappresentato dal complesso borrominiano. Ci auguriamo che i lavori non danneggino un patrimonio che appartiene a Roma e a tutti i cittadini italiani». Alla voce dellex assessore regionale allAmbiente, si aggiunge quella del capogruppo dei verdi al I Municipio, Francesca Santolini, che spiega: «I residenti ci hanno segnalato che la struttura verrà trasformata in un hotel, forse persino a 5 stelle, e con piscine. Ma esiste unautorizzazione solo per lavori di manutenzione straordinaria, si tratta della zona A del piano regolatore». Bloccati al cencello dal custode del cantiere della Diana costruzioni srl, i manifestanti hanno chiesto: «Vogliamo una verifica della conformità delle autorizzazioni con i lavori che si stanno facendo». La risposta arriva dal soprintendente ai Beni architettonici, Federica Galloni: «Lunedì rivedremo il progetto. E controlleremo che i lavori stiano proseguendo in stretta conformità con quanto autorizzato. Dai progettisti è stata presentata unulteriore variante a consuntivo dellintervento: ma riguarda problemi di distribuzione interna degli ambienti. Ormai, il cambio di destinazione duso la proprietà lha avuto, attraverso il nulla osta concesso dagli uffici della soprintendenza». La Galloni ha ricevuto dai suoi predecessori la patata bollente del convento, iniziato dal Borromini nel 1642 e ora trasformato in hotel dopo essere stato per anni "Casa ferie per pellegrini". Larchitetto tende ad escludere la costruzione di piscine: «Non ho sottomano il progetto, ma mi sembra assurdo che abbiano fatto una richiesta del genere». Ma la Galloni non condanna in toto loperazione: «Enti religiosi, e società private, hanno la necessità di mettere a reddito il patrimonio immobiliare. Questi interventi non sono auspicabili. Ma spesso servono a finanziare la manutenzione delledificio storico. Quindi, a salvarlo dal degrado. Limportante è che sia rispettata lintegrità tipologica».
ROMA - Verdi e trasteverini in piazza "No allHotel Borromini"
Ieri mattina, quaranta persone si sono riunite davanti al convento di S. Maria dei Sette Dolori in Trastevere per protestare contro la trasformazione del complesso in un albergo di lusso. Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, ha annunciato uninterrogazione al ministro dei Beni culturali per salvaguardare il grande patrimonio artistico e architettonico del complesso. La soprintendente ai Beni architettonici, Federica Galloni, ha promesso di verificare la conformità delle autorizzazioni con i lavori che si stanno facendo. I manifestanti hanno chiesto una verifica della conformità delle autorizzazioni con i lavori e hanno ricevuto la promessa di Galloni di rivedere il progetto lunedì.
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