LOPERAZIONE Via al restyling di piazza Machiavelli e varato dal Comune il progetto che rilancia i venti edifici di via Caterina Rossi trenta mesi È il tempo di durata dei lavori previsto da Tursi, che ha deliberato di inserire il progetto nel piano del colore del Comune -------------------------------------------------------------------------------- Rinasce il primo villaggio operaio di Genova, a Sestri Ponente, costruito da una cooperativa di lavoratori. Che volle che le venti facciate del complesso fossero affrescate a motivi geometrici, come nei palazzi più "nobili" di via Sestri, anche se oggi il tempo e le emissioni industriali hanno quasi completamente cancellato ogni traccia. Linfilata di venti edifici, in via Caterina Rossi, nasce nel 1910: era il viale delle Palme del Grand Hotel della cittadina, che allora viveva di turismo. Collegava il lussuoso albergo al mare. Allalba del Novecento Sestri cominciò a "convertirsi" a centro industriale, la popolazione esplose, con larrivo di molti operai che qui trovavano finalmente lavoro, il Grand Hotel non ebbe più ragione desistere, i terreni intorno furono divisi in lotti e venduti. Il progetto di recupero della storia operaia cittadina lha firmato larchitetto Silvana Ghigino (il cui studio darchitettura ha realizzato, tra i molti recuperi, quello di Villa Serra a Comago): ci ha studiato oltre quindici anni e poi ha incontrato il consorzio dimprese sestresi Sextum, presieduto da Giacomo Ricciuti, che hanno trasformato in capitolato di lavori il suo piano. Prima ancora, le venti imprese del consorzio hanno lavorato a unindagine preventiva, per rilevare in modo sistematico gli antichi decori e ricostruire completamente, sul progetto, tutta la partitura decorativa. A moduli, perché le venti facciate sono tutte identiche. Il sindaco Pericu ha inserito loperazione nel piano del colore del Comune, e ha riconosciuto la «monumentalità di via Caterina Rossi». Tursi ha deliberato che se i lavori, complessivi su tutte le facciate, saranno completati in 30 mesi (ovvero loperazione di restyling sarà unitaria e non procederà a singhiozzo), non imporrà la tassa sulloccupazione del suolo pubblico. «E il primo quartiere operaio di Genova - spiega Ghigino - che presenti queste caratteristiche di altissimo valore decorativo, sulle facciate». Cè chi sostiene che originariamente anche gli interni fossero in parte decorati. La cooperativa di operai che commissionò loperazione volle che le facciate riproducessero i motivi decorativi della villa che ospitava il Grand Hotel e di altri palazzi nobiliari sestresi. «Queste case rappresentavano, nel 1910, una dignità nuova - dice larchitetto - delloperaio padrone di sé e non delloperaio schiavo del capitalista». Non solo, in facciata compaiono finte finestre, come nelle case nobili: «Nascondevano così il vano scale cieco - aggiunge - e aumentavano il decoro degli edifici». Ghigino non ha ancora trovato prove concrete, ma gli indizi sono davvero molti: a progettare il quartiere pioniero sarebbe stato lo stesso Carlo Canepa, ingegnere e primo sindaco socialista in Italia, che guidò il Comune di Sestri per diciannove anni, fino al 1922. E che progettò, con certezza, le case operaie di via Guido Sette, come ricorda il presidente di Circoscrizione, Stefano Bernini, che ha esposto il progetto di recupero della via nellappena conclusa mostra "Gli 80 anni della Grande Genova", organizzata in tutta la città dallassessorato alla Cultura del Comune. Adesso, in via Caterina Rossi, saranno le assemblee condominiali a dover deliberare i lavori, ma è chiaro che con glincentivi offerti dal Comune e la clausola di eseguire in un lotto unico lintervento, lopportunità di rinascita del quartiere è unica. Inoltre: «Stiamo cercando uno sponsor - spiega Giacomo Ricciuti - per affittargli gli spazi pubblicitari sui ponteggi e rendere ancor più leggera, economicamente, loperazione». A Sestri, però, le rivoluzioni non sono finite: ieri mattina, i funzionari della Circoscrizione hanno firmato un contratto dappalto con il consorzio Sextum per il rifacimento di piazza Machiavelli. I lavori cominceranno a fine marzo e dureranno dodici mesi. La Provincia ha già donato cinquecento metri quadrati di "basule", i tipici lastroni per la pavimentazione, che sostituiranno lasfalto. Verranno restaurate le panchine di primo '900, gli antichi lampioni saranno restaurati e saranno affiancati da nuovi punti luce. Deliberato dalla giunta comunale, il progetto ha ottenuto il via della soprintendenza per i Beni architettonici: poco meno di 250.000 euro il valore delloperazione, che per metà è sostenuta dal consorzio Sextum e per il resto finanziata dal Comune. Anche il monumento di Mazzini, sulla piazza. La città del decentramento promette di funzionare, ancor prima di partire.