"Un monumento», lo definisce il cardinale Jean-Louis Tauran, già "ministro degli Esteri" del Papa, ed ora Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; probabilmente, ha ragione: 450 pagine di grande formato, chili e chili di carta a mano, 272 foto, una copertina in vitello impreziosita da una scultura in argento, tiratura di sole mille esemplari, in vendita a 5.000 euro. Tranne uno, il primo, che sarà donato a Papa Ratzinger. Bellezza e identità, l'Europa e le sue cattedrali è il dono dell'editore FMR Art'è per gli 80 anni di Benedetto XVI: il canonico fiorentino Timothy Verdon dei templi spiega tutto, la nascita, il rapporto con le città, i segni e i simboli, il mobilio e le opere; poi, Gianni Guadalupi fa seguire un'antologia, le cattedrali narrate da grandi nomi della letteratura, De Amicis, Victor Hugo, John Ruskin. Ma la prefazione è un brano del 2003, sapore quasi profetico, dell'allora cardinale Ratzinger: due anni prima di assumere quel nome, spiegava che «abbiamo bisogno di uomini come Benedetto che, come Abramo, diventò padre di molti popoli». Già: perché la Bellezza è quella delle cattedrali, però l'Identità è quella cattolica, su cui anche la nuova Europa (dicono le gerarchie d'Oltretevere) deve fondarsi. In quel suo scritto, lo spiega, anche con durezza, l'attuale Papa; e nella presentazione del volume, lo ribadisce il "padrone di casa", il rettore dell'Università Lateranense Rino Fisichella: «L'Europa non spiccherà il volo se non saprà fare memoria delle sue vere radici, cioè quelle cristiane». E nel 2003, l'attuale Pontefice lamentava che «con lo sviluppo della scienza, la forza morale è diminuita»; che «il pacifismo può deviare in anarchismo distruttivo e verso il terrorismo»; che «il moralismo politico blocca ogni rigenerazione»; che «la categoria di bene» come evidenziata da Kant «sparisce», e «il divieto di discriminazione si può trasformare in una limitazione della libertà religiosa», e così via. Ma il volume è dedicato alle cattedrali, alla loro storia, al loro rapporto con i centri urbani, ai loro messaggi e ai loro tesori, le loro bellezze: foto preziose e spesso anche curiose, testo assai dotto però non difficile, che esamina parecchi dettagli ma fornisce pure un'accattivante visione d'insieme, da quando i cicli di rilievi o dipinti erano una biblia pauperum, e la storia si fondeva con la spiritualità cristiana. Un «monumento» dedicato ai maggiori monumenti della civiltà, senza bisogno di aggettivi per qualificarla.