da Firenze «Non esistono le autorizzazioni per le abitazioni in costruzione alle porte di Monticchiello», antico borgo nella Val-dorcia senese, da mesi al centro di accese polemiche dopo che Alberto Asor Rosa aveva sollevato il caso che ha poi coinvolto, oltre alle istituzioni locali, anche Regione e ministero dei Beni culturali. Parlando dell'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Montepulciano, in una nota Italia Nostra spiega che «il documento sostiene che le autorizzazioni a costruire sono inesistenti». Per l'associazione, «nel caso dell'intervento edilizio di Monticchiello è stata esclusa la Soprintendenza e dunque è mancata quella indispensabile valutazione dell'incidenza sulla bellezza naturale protetta». Nella nota diffusa dall'associazione ambientalista, si aggiunge poi che «le autorizzazioni sono state concesse lotto per lotto, mentre occorre ricordare che l'impatto sugli equilibri del paesaggio tradizionale che ben può essere sostenibile per ogni singolo edificio, diviene insostenibile nella concentrazione nel medesimo luogo dei molteplici lotti edificati». Fra l'altro, Italia Nostra aggiunge che «nessun ente locale può autorizzare l'obiettiva lesione di un bene, cioè del paesaggio, che gode della più alta protezione data dal principio fondamentale dell'articolo 9 della Costituzione».
NUOVE POLEMICHE SULLE COSTRUZIONI IN VALDORCIA Italia nostra: A Monticchiello non ci sono le autorizzazioni
da Firenze Non esistono le autorizzazioni per le abitazioni in costruzione alle porte di Monticchiello, antico borgo nella Val-dorcia senese, da mesi al centro di accese polemiche dopo che Alberto Asor Rosa aveva sollevato il caso che ha poi coinvolto, oltre alle istituzioni locali, anche Regione e ministero dei Beni culturali. Parlando dell'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Montepulciano, in una nota Italia Nostra spiega che il documento sostiene che le autorizzazioni a costruire sono inesistenti. Per l'associazione, nel caso dell'intervento edilizio di Monticchiello è stata esclusa la Soprintendenza e dunque è mancata quella indispensabile valutazione dell'incidenza sulla bellezza naturale protetta. Nella nota diffusa dall'associazione ambientalista, si aggiunge poi che le autorizzazioni sono state concesse lotto per lotto, mentre occorre ricordare che l'impatto sugli equilibri del paesaggio tradizionale che ben può essere sostenibile per ogni singolo edificio, diviene insostenibile nella concentrazione nel medesimo luogo dei molteplici lotti edificati. Fra l'altro, Italia Nostra aggiunge che nessun ente locale può autorizzare l'obiettiva lesione di un bene, cioè del paesaggio, che gode della più alta protezione data dal principio fondamentale dell'articolo 9 della Costituzione.
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