Torna a Modena solo per un giorno visti gli impegni nella direzione di Palazzo Madama di Torino. Enrica Pagella, dal 1988 al 1999 direttrice del museo civico d'arte, medievalista che ne gestì la riapertura del 1990, è stata invitata al convegno di Italia Nostra come esperta di problemi museografici con conoscenza della realtà modenese. Dottoressa Pagella di che parlerà oggi? «Ho ripreso - anticipa alla Gazzetta - la documentazione che a suo tempo avevo preparato lavorando con l'Amministrazione modenese e dunque terrò una relazione dedicata alla necessità impellente di aumentare gli spazi del museo civico d'arte e archeologico. Ora infatti che l'ospedale Estense è stato trasferito a Baggiovara si presenta la grande occasione strategica di definire meglio gli spazi e l'esposizione degli oggetti delle collezioni civiche, molto importanti per la cultura della città a cui mi legano tanti ricordi e dove tra l'altro è nata mia figlia». Quando lei era sotto contratto a Modena come avevate definito il piano di sviluppo del Civico? «Si era deciso di mantenere l'impianto attuale sapendo che ci sarebbero stati presto spazi più ampi per le collezioni. C'era una commissione al lavoro (ne faceva parte anche Salvatore Settis, di recente coinvolto come consulente plenipotenziario per la riorganizzazione della cultura a Mantova) che doveva definire le strategie da attuare. Basti pensare ai servizi museali che non sono certo commisurati alle potenzialità del luogo: la biblioteca è posta in locali in affitto e il notevole archivio fotografico è negli uffici, mentre avrebbe bisogno di un'area per lo studio e di computer per la consultazione». Secondo lei l'allargamento all'ex ospedale come dovrebbe attuarsi? «Intanto lo spazio degli uffici nel sottotetto - riflette la studiosa - andrebbe utilizzato per adeguare l'impianto di climatizzazione, come ha fatto di recente la Galleria Estense e ciò non costerebbe tanto. Per venire poi ai punti centrali, che illustrerò meglio oggi pomeriggio, penso vada allestito un "museo della città" con le collezioni storiche ricontestualizzate: sulla manica lunga ci dovrebbe essere l'ampliamento della parte archeologica e sull'altra quella artistica, mentre l'attuale sala dell'arte sacra dovrebbe essere usata per i servizi di accoglienza adeguati. In secondo luogo vanno esposte le collezioni di'800 e primo'900, molto importanti per la cultura modenese che potrebbero fungere da volano per collaborazioni con le collezioni private che sono numerose in Emilia relativamente a questo periodo. Non vorrei dimenticare la gipsoteca dello scultore Giuseppe Graziosi (66 gessi, dipinti, incisioni), oggi esposta al piano terra del Palazzo in un luogo incongruo». Sono importanti le collezioni del museo civico? «Molto, perché sono utili a raccontare la storia della città e di un luogo come il Palazzo dei Musei - ecco perché sono d'accordo con il tema del convegno di Italia Nostra - che ha enormi potenzialità: inoltre si potrebbero aprire nuove prospettive di collaborazione, ecco perché destinerei allo spazio trasversale, grande, che intercorre tra le 2 maniche degli edifici un'area espositiva. Credo che tutto ciò potrebbe attuarsi in 3-4 anni». Lei, con un altro ex direttore modenese, PierGiovan-ni Castagnoli ora alla Gam sabauda, è nel comitato scientifico della Fondazione Torino Musei: è esportabile a Modena quell'esperienza organizzativa? «Credo di sì perché la pluralità di proposte è una ricchezza ma va coordinata, anche per realizzare economie ge-stionali. Una mia vecchia idea ad esempio è sempre stata quella che i musei dovessero avere un unico budget». L'ex direttore nel 1992 scriveva in un catalogo del Civico: «Ciò che entra in gioco qui, insieme alle raccolte civiche, è l'identità storica e culturale della città». Guarda caso quella stessa "identità" su cui gli amministratori oggi dicono di puntare.
MODENA Un'occasione strategica per la cultura della città
La dottoressa Enrica Pagella, ex direttrice del museo civico d'arte e archeologico di Modena, sarà a Modena per un giorno per parlare al convegno di Italia Nostra. Parlerà della necessità di aumentare gli spazi del museo civico d'arte e archeologico, che attualmente è troppo piccolo per le collezioni civiche. Pagella sostiene che il museo dovrebbe essere ampliato all'ex ospedale Estense, dove potrebbero essere esposte le collezioni storiche e artistiche della città. Inoltre, sostiene che il museo dovrebbe avere un "museo della città" con le collezioni ricontestualizzate e che le collezioni del museo civico sono importanti per raccontare la storia della città.
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