Tutti i particolari dello studio di fattibilità, che spiega perché la colmata non andrà più alla Darsena Levante «Il livello di inquinamento totale resta al 90 per cento». La relazione dellArpac sui litorali di Bagnoli avvelenati dagli idrocarburi parla chiaro ed è stata trasmessa in un promemoria al ministro Pecoraro (oggi a Napoli). La bonifica dei lidi, insomma, non ha funzionato. Lo studio di fattibilità spiega perché la colmata andrà a Piombino, tempi e costi delloperazione. I materiali serviranno in parte per costruire una strada statale. Il pro-memoria nella mani di Pecoraro Oggi il ministro dellAmbiente in città Litorali ancora inquinati al 90 per cento Lo studio di fattibilità è sul tavolo di Bassolino, lallarme per il recupero dei lidi è tra le mani di Pecoraro. Uno racconta perché la colmata di Bagnoli non andrà più alla Darsena Levante con percorsi e costi alternativi, laltro riferisce che la bonifica non funziona. I dati dellArpac, riferiti in un promemoria al ministro dellAmbiente, sono espliciti: «I risultati - cè scritto nella relazione - sono lontani da quelli attesi. Il livello di inquinamento residuo da idrocarburi policromatici totale resta sempre del 90 per cento». Significa che la macchina "soil washing" utilizzata dalla ditta De Vizia - una variante al progetto di partenza - non riduce linquinamento presente nella sabbia. Secondo la relazione che Pecoraro può leggere da qualche giorno, ai veleni dellIlva lintervento di pulizia gli fa il solletico: «Gli abbattimenti sono poco significativi». È una resa definitiva allidea di recuperare la sabbia di partenza. Esistono due date da rispettare: il 30 aprile è prevista la consegna degli arenili di Coroglio Nord, il 30 maggio quelli di Coroglio Sud. La soluzione che si profila? «Sabbia da scavi di sbancamento». Così dopo lerba sintetica, Bagnoli avrà pure la spiaggia dimportazione. Costa 3 euro ogni metro cubo. Portar via la colmata costerà invece dai 94 e ai 155 milioni di euro. Dipende dalla soluzione che si intenderà sposare. È lesito dello studio di fattibilità commissionato a Sviluppo Italia Aree Produttive. È il documento da cui proviene lindiscrezione del trasferimento a Piombino di cui sè parlato giorni fa. È una delle quattro ipotesi dello studio, consegnato a Bassolino con una certezza di base e una acquisita. La colmata va rimossa perché non esistono attualmente informazioni che indichino se il sistema di messa in sicurezza del 2003 abbia prodotto o meno un lavaggio dei sedimenti e dei suoli; inoltre i tempi per la realizzazione della Darsena Levante allinterno del porto di Napoli si sono prolungati, e non coincidono più con le esigenze della bonifica di Bagnoli. Ecco perché bisogna rinunciare a quel progetto, approvato appena il 21 dicembre 2005. Al suo posto spuntano 4 possibilità. Uno: la trasformazione della colmata in inerti e il recupero come materiale da costruzione. Due: lo smaltimento nella discarica di Pianura. Tre: il trasporto in Danimarca. Quattro: Piombino. Lultima è la più economica, ed è il motivo per cui da qualche giorno ci si lavora. Costa 94 milioni e 46 mila euro, di cui 58 da spendere per la rimozione, 4 e mezzo per opere accessorie, 32 per trattamento, trasporto e conferimento. Cè già la disponibilità dellAutorità portuale toscana e del sindaco Ds, Gianni Anselmi, neppure quarantanni, ex dee jay di una radio locale ed ex calciatore della squadra cittadina. Cosa ne farebbero lì della colmata dellIlva, pare ormai certo. I materiali trattati sarebbero usati in parte per una nuova opera di banchine, in parte per la realizzazione del prolungamento di una strada statale, la 398, nel tratto tra Montegemoli e il porto della città. Scartata la Darsena Levante per i suoi ritardi, lidea di utilizzare la colmata per farne un pezzo di strada era stata presa in considerazione anche per la Campania. Per la Caserta-Benevento o per la variante della Statale VII quater. Il punto dolente è lo stesso del porto. I tempi di Bagnoli non coincidono con quelli delle infrastrutture: sarebbe stato necessario dotarsi di unenorme area di stoccaggio, e figurarsi. Ma la trasformazione in inerti e in materiale da costruzione - secondo lo studio di Sviluppo Italia - potrebbe tuttora far comodo al litorale di Castelvolturno, dove è previsto un progetto di ripascimento per larretramento della battigia per unintensa azione erosiva. Lì, la "post colmata" farebbe da base per la sabbia e per il rimodellamento dei fondali. Il costo previsto è 107 milioni di euro. Con un ostacolo di non poco conto. Il trasporto via terra di due milioni di metri cubi di materiale. Con la capienza attuale dei camion, significa che occorrono 140 mila viaggi, che divisi per la durata dei lavori prevista in 18 mesi fanno 252 al giorno, cioè 25 allora. Più o meno un camion ogni due minuti sulle strade di via Nuova Bagnoli, via Coroglio e via Cattolica. Motivo che ha portato Sviluppo Italia a scartare in partenza, senza neppure azzardare un preventivo, lipotesi di un trasferimento nella discarica di Pianura. «Costi sociali altissimi», scrivono i tecnici a Bassolino. E allora? La colmata viaggerà via mare. Il materiale sarà stoccato e trasportato separatamente, secondo il suo grado di inquinamento. Per la rimozione si suggerisce di agire da terra con 5 escavatori per agitare meno acqua possibile. Prima si rimuove la massa di materiale, poi la scogliera, quindi si passa alla bonifica dei fondali, a cominciare dagli arenili disponibili. Il programma prevede anche la ricerca di ordigni bellici con il Side Scan Sonar, una sonda acustica che rileva le anomalie dei fondali e che consente a un computer di ricostruire i dati sotto forma di immagini. Portare la colmata in una stazione di conferimento rifiuti in Danimarca, analogamente al modello seguito dallAutorità portuale di La Spezia, costerebbe 155 milioni di euro. Portarla a Piombino 94. Cinquanta milioni sarebbero a carico del ministero, 10 in quota Regione, circa 23 da parte del commissariato di governo, gli altri 35 dallex articolo 1 comma 3. Ora lo studio passa allattenzione del commissario alle bonifiche, Arcangelo Cesarano. Oggi è a Napoli il ministro Pecoraro.