Gli ispettori di Di Pietro al villino di Mulinetti ANCHE il ministro Di Pietro vuole sapere cosa cé dietro la vicenda del villino da sogno a ridosso della scogliera di Mulinetti di Recco, destinato al Corpo Forestale ma abitato in parte anche - come alloggio di servizio - dallingegnere W. L., funzionario del Siit, Servizi infrastrutture e trasporti per la Liguria e la Lombardia. Ieri sono arrivati dal dicastero delle Infrastrutture tre ispettori per avere chiarezza su una situazione, a quanto pare non priva di risvolti politici. I "controllori" romani hanno trovato sul posto anche uomini della Guardia di Finanza, incaricati dal pm Biagio Mazzeo di acquisire documenti, planimetrie e quantaltro legato al delicato caso. Altro materiale cartaceo è stato prelevato anche presso lAgenzia del Demanio, in viale Brigate Partigiane. «Si tratta di numerosi fascicoli - spiega Mazzeo - Dovrò esaminarli, per accertare se, oltre allabuso urbanistico ipotizzato nei confronti dellingegnere L., siano stati commessi altri illeciti e se la destinazione ad alloggio di servizio non sia in contrasto con le leggi. Il caso, sollevato da Repubblica, ha origini lontane. Linchiesta prese le mosse da un esposto presentato dagli avvocati Alessandro Ghibellini e Bruno Poce, per conto del sindaco di Recco, Gianluca Buccilli, che contestava la decisione di concedere a un privato, sia pure dipendente statale di rango, il godimento di un bene «che dovrebbe essere di pubblica utilità». L. precisò di essere legittimato ad abitarvi con regolare autorizzazione delle autorità ministeriali, pagando peraltro un canone di 416 euro al mese, e non nascose di avere seguito personalmente i lavori di ripristino e di avere dotato i locali persino di una vasca da bagno idromassaggio.