Gli avvocati esperti di diritto dell'arte si preparano fin d'ora a un autunno caldo. A fine estate infatti il ministro Giuliano Urbani porterà in Consiglio dei ministri il suo nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio. Molti lo vedono come il fumo negli occhi, perché temono un possibile ulteriore aggravio di vincoli. Soprattutto fra gli esponenti di una nicchia legale non molto conosciuta ma superspecializzata, da Giovanni Verusio a Beniamino Caravita, a Luca Birindelli e Guido Alleva. Un gruppo che alla passione personale (quasi tutti sono collezionisti di un certo rilievo) unisce l'impegno professionale, che va dalla semplice assistenza a una compravendita alla cura dei diritti d'autore, al recupero di opere trafugate, settore rilanciato dai recenti saccheggi in Iraq. E che intervengono sia in campo penale sia civile. Tra i più conosciuti c'è Fabrizio Lenirne, penalista, docente all'università di Siena e Roma, dove insegna legislazione dei beni culturali. L'avvocato, che è collezionista di dipinti del Seicento e Settecento, dice: «Per occuparsi bene di questo settore bisogna essere avvocati ma anche artisti, nel senso di operatori culturali». Il legale romano tra i suoi clienti ha il banchiere e collezionista statunitense Michael Steinhardt, per il quale sta seguendo il caso della phiale d'oro, la coppa del III secolo a.C. trafugata dalla Sicilia. Steinhardt avrebbe acquistato l'opera in Svizzera senza sapere della sua provenienza illecita. In quanto a parcelle Lemme e colleghi non possono lamentarsi. Con un bene oggetto del contendere che supera i 2.500 euro, la parcella per un penalista è compresa fra lo 0,5 e il 3 del valore. Tra i penalisti di più lungo corso (anche lui coinvolto nella vicenda Steinhardt) figura il riminese Cleto Cucci, che vanta nella sua carriera ultracinquantennale la restituzione a privati cittadini di 70 mila pezzi d'arte. Il legale ha per esempio collaborato con il nucleo tutela patrimonio artistico di Roma nel recupero di opere del calibro della Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca e della Muta di Raffaello. Collezionista di maioliche medievali e rinascimentali, oltre che perito in numismatica e archeologia, Cucci ha anche fornito materiale per un museo a Pennabilli (Pesaro). «In Italia esistono oltre 100 milioni di opere appartenenti a privati», dice, «e spesso sono fuori legge». Fra i civilisti, Enrico Castellani dello studio Freshfields-Bruckhaus-Denringer ha seguito la causa relativa a Il giardiniere di Vincent Van Gogh (doveva essere venduto all'estero ma lo Stato italiano ha esercitato il diritto di prelazione), il sequestro di cinque dipinti di macchiaioli di fine Ottocento trafugati a famiglie ebree, il caso di una tela del Cinquecento oggi al museo di Abano Terme e rivendicato da proprietari americani. «Il recupero di opere trafugate è per lo più materia civile», dice Castellani, anche lui colleziomsta, «perché i reati penali sono in genere prescritti». Altro esperto d'arte è Manlio Frigo, dello studio milanese Giacomini-Frigo-Martinello, docente di diritto internazionale a Milano. «In questo campo si intrecciano competenze non facili da collegare», racconta, «come diritto amministrativo, internazionale e penale». Questo perché, di solito, i reati legati alle opere d'arte sono connessi con l'esportazione illegale. Frigo, che fornisce consulenze a colleghi che s'imbattono nel diritto dell'arte, ha assistito la famiglia Wildenstein nella rivendicazione del dipinto La danseuse espagnole di Giovanni Boldini. Ha poi curato l'ipotesi di acquisto della collezione Bizzini (quadri, mobili e oggettistica) per conto di una nota casa d'aste londinese. Le problematiche internazionali sono frequenti. Oscar Podda, dello studio capitolino Nunziante-Magrone, per un decennio ha assistito il conte Giuseppe Panza di Biumo, collezionista che ha venduto al museo newyorkese Guggenheim decine di opere di artisti dell'espressionismo astratto come Robert Morris, Donald Judd e Robert Ryman. «I contratti nell'arte sono complicati», racconta. Per i civilisti, a differenza dei colleglli penalisti, la parcella può tener conto della sola tariffa oraria. «Sceglie il cliente», dice per esempio l'avvocato Marco Giapponi dello studio romano Salinari, «l'importo medio è 200-250 euro all'ora». Giapponi è specializzato in commercio di opere ma affronta anche i problemi legati allo sfruttamento delle riproduzioni. Oggi il legale assiste a Parigi un cliente italiano in causa con la fondazione spagnola che cura gli interessi degli eredi del pittore Salvador Dalì. Anche la gestione dei diritti d'autore fa parte del lavoro dei legali d'arte, così come l'incarico fiduciario per partecipare a un'asta. Settore collegato è quello della tutela dei beni culturali. Il civilista milanese Beno Reverdini è il difensore del Consorzio della Valle d'Otro, ai piedi del Monte Rosa, contro una società che vuole sfruttare i torrenti della zona per produrre energia elettrica. «L'avvocato dev'essere anche un fantasista», dice. Così è riuscito a ottenere la tutela per la valle della sovrintendenza di Siracusa e dell'Unesco. Reverdini ha affrontato anche il tema della circolazione del patrimonio storico-artistico nella Ue collaborando alla ricerca del Censis sui flussi di beni illegali. Antonio Spampinato e Franco Stefanoni IL TESORO DI BAGDAD «II trafugamento di massa di opere avvenuto nei mesi scorsi m Iraq ha alimentato il lavoro degli avvocati in tutto il mondo», dice Yasmine Rahimzadeh, consulente legale in arte e antichità a New York ma con basi anche a Londra e Parigi. «Una buona parte dei 170 mila reperti archeologici saccheggiati si troverebbe infatti già all'estero». Le principali città-mercato dell'arte sono New York, Ginevra e Parigi. A New York i maggiori legali specializzati nel settore sono Ralph Terrier di Sidley Austin Brown Wood, Lawrence Kaye e Howard Spiegler di Hernck Feinstem. A Ginevra ci sono Pierre Lalive e Mare Andre Renold, mentre a Londra lavorano Jeremy Scoti e Pierre Valentin di Withers and Norman Palmer. Sui traffici internazionali e sulla protezione di patrimoni pubblici agiscono convenzioni internazionali, fra cui quelle di Unesco e Unidroit, l'Istituto internazionale per l'unificazione del diritto privato. A regolare i rapporti tra singoli Paesi e per contenziosi di minore portata sono poi gli accordi bilaterali, come quello Italia-Usa del 2001.
Quando l'avvocato inquadra la legge
L'artista italiano Giovanni Verusio, avvocato specializzato in diritto dell'arte, si prepara a un autunno caldo. Il ministro Giuliano Urbani porterà in Consiglio dei ministri il suo nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio. Molti lo vedono come il fumo negli occhi, perché temono un ulteriore aggravio di vincoli. Tra gli esperti d'arte ci sono avvocati come Giovanni Verusio, Beniamino Caravita, Luca Birindelli e Guido Alleva. Questi operano sia in campo penale che civile. Tra i più conosciuti c'è Fabrizio Lenirne, penalista e docente all'università di Siena e Roma.
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