Il direttore del museo chiede che siano visionati tutti i filmati del giorno in cui il cronista è entrato con i coltelli Il sottosegretario Marcucci: "Niente assunzioni, più tecnologia" La soprintendente Acidini: "Ci sono criticità, come in tutti i grandi complessi" IL DIRETTORE ordina uninchiesta interna. E apre anche la caccia ai custodi «distratti». La soprintendente annuncia invece «migliorie e correttivi». Mentre il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci convoca un vertice in prefettura per «aumentare la dotazione tecnologica». Galleria degli Uffizi, il giorno dopo. Linchiesta del nostro reporter entrato nel museo alle 15.25 del 6 marzo (biglietto numero 00128931) superando lesame del metal-detector e, per quasi unora, visitatore indisturbato nonostante i coltelli dacciaio e di ceramica sfoderati davanti ai dipinti più prestigiosi, la telecamera e perfino le pose plateali immortalate dal fotografo, scuote lintera amministrazione museale. «Poteva accadere in qualsiasi altro posto, abbiamo già aperto uninchiesta interna», taglia corto il direttore Antonio Natali che ha trascorso gran parte della mattinata con la soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini e i direttori degli altri musei statali. Una riunione demergenza per cercare risposte a domande insidiose. Se il detector ha suonato perché non è stato trovato il coltello? Dove erano i custodi in quelle sale? E comè possibile che il reporter sia stato sgridato da una guida giapponese senza che nessun custode se ne accorgesse? E ancora: comè che neppure i due addetti al videocontrollo hanno notato niente sui loro terminali? Natali ordina di visionare i filmati. Chiede una relazione ai custodi lungo il percorso del reporter (si parla di una decina). E fa intendere che, nonostante il no dei sindacati, è arrivato il momento di affidare il controllo dei metal-detector ai vigili giurati, in modo da recuperare una decina di persone. «Ma perché non adeguare il videocontrollo, a Venezia è già in funzione un sistema che fa suonare lallarme quando un visitatore si avvicina troppo alla tela?» chiede Enzo Feliciani della Uil, il sindacalista che da oltre trentanni segue gli Uffizi. «E stata aperta una verifica sui sistemi di sicurezza e di vigilanza del museo, come in tutti i grandi complessi negli Uffizi permangono punti di criticità» dice solo la soprintendente Acidini. Con prefettura, carabinieri e nucleo tutela del patrimonio, aggiunge, «è già in atto un percorso finalizzato ad apportare correttivi e migliorie». Soprattutto migliori tecnologiche, dice da Genova il sottosegretario Marcucci informato dellaccaduto: «Nuove assunzioni sono impossibili, la finanziaria le blocca per tutto il 2007» dice. Si possono cercare forse nuovi assistenti ma il punto di svolta, secondo il sottosegretario ai beni culturali, sta proprio nei sistemi tecnologici. Ora arriveranno?