Oberosler (Cgil) ammette: "È vero le macchine non funzionano" NOSTRO SERVIZIO Dovranno presentare una relazione entro oggi. Dovranno dire cosa hanno visto, dove sono stati, perché non hanno controllato. Sono i custodi degli Uffizi che, martedì, avrebbero dovuto notare gli strani movimenti del reporter di Repubblica. Una decina, a quanto pare. Che in teoria rischiano la censura o anche la cancellazione di 10 giorni di lavoro dalla busta paga. Ma tutti i custodi del museo temono adesso di diventare il «capro espiatorio» dellinchiesta del coltello, visto il nervosismo mostrato dallo stesso direttore Antonio Natali che, appena il giorno prima, aveva trovato un custode fuori dalla sala assegnata e lo aveva subito segnalato per un provvedimento disciplinare alla soprintendente Cristina Acidini. Non dimentichiamo che i custodi sono in perenne stato di insufficienza numerica, dicono i sindacati: «Cè un vecchio documento firmato dallamministrazione e dalla prefettura che dice che agli Uffizi i custodi in servizio dovrebbero essere 70 per ogni turno - dice Enzo Feliciani della Uil - in realtà arriviamo oggi malapena a 40, con in più laggravante di un numero di sale cresciuto via via con gli anni». Non solo. «Da quando se nè andata la direttrice Anna Maria Petrioli Tofani - insiste Feliciani - per colpa dei pensionamenti si è persa una ventina di postazioni di custodi». Ma si tratta di un deficit difficilmente colmabile, visto che la finanziaria blocca il turn-over per tutto il 2007, ricorda il sottosegretario ai beni culturali Andrea Marcucci. E allora? «Non resta che rivedere il sistema organizzativo», sostiene la Uil. Mentre la Cgil chiede un incontro con lamministrazione museale: «Linchiesta mi lascia perplessa, ma anche io ho verificato che i metal-detector non funzionano al meglio», dice Giulietta Oberosler della funzione pubblica Cgil. La conferma che il clima resta teso. «La democrazia si ha con il controllo dei poteri e ognuno deve svolgere il suo ruolo, se Repubblica segnala storture e cose che non vanno, le persone che hanno la responsabilità, che fra laltro hanno la mia massima stima, correggeranno e provvederanno», sostiene lassessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Gozzini. Mentre il presidente della commissione cultura Dario Nardella, che proprio ieri mattina ha ricevuto in Comune il direttore degli Uffizi, prova a calmare le acque: «E importante circoscrivere i problemi di sicurezza, che vanno comunque presi seriamente, perché altrimenti cè il rischio che una notizia di questo tipo possa generare reazioni sproporzionate che comprometterebbero anche la riconosciuta qualità della galleria. Ci auguriamo che la direzione possa risolvere al più presto le problematiche sollevate da questo episodio», dice il presidente Nardella assieme al resto della commissione cultura. (m.v.)