Dopo che il nostro cronista è entrato agli Uffizi con i coltelli abbiamo testato Bargello, Accademia e Strozzi Cézanne senza metal detector Arte e sicurezza, bocciata la super-mostra di Strozzi Ma i custodi doverano? "Ne mancano 30 su 70" Allindomani del blitz del cronista di Repubblica che ha dimostrato le falle nei sistemi di sorveglianza alla Galleria degli Uffizi, siamo andati a vedere come funziona la sicurezza in altri due musei e allesposizione «Cézanne a Firenze». Cominciamo da qui. Palazzo Strozzi, ore 12.30. Non cè coda alla biglietteria per chi vuole ammirare i capolavori di Cézanne. Cè solo un po di trambusto: un signore di mezza età intende visitare lesposizione trascinandosi dietro due voluminose borse della spesa. La guardia giurata lo convince con cortesia: meglio lasciarle in guardaroba. Così accade, e il visitatore sale al piano nobile brontolando. Zaini e borsoni restano in deposito. Le borsette delle signore invece passano. Nessun controllo su cosa contengano, nessun metal detector per il pubblico in transito: si controlla solo il biglietto che viene strappato sulla soglia della prima sala. Intanto però il primo custode è in allerta: un vigilante gli sussurra che «da sotto chiedono di tenere docchio quel signore un po strano». Ogni sala ha un custode che osserva, girella, controlla. Quel signore si tira dietro una scia di sguardi attenti. E facile poi, cè poca gente. Anche nella sala dei Cézanne più straordinari: ci si può avvicinare, meditare sulle pennellate, sporgendo la testa oltre la balaustra metallica: non suona nessun allarme, non cè nessun sospetto. Anche se si avvertono gli occhi puntati sulla schiena della custode, una ragazza bionda, che vigila in piedi quasi in mezzo alla sala. Ma se la mano del visitatore incantato sulle pennellate fosse armata, sulle tele senza vetro di Cézanne, tutto potrebbe accadere. Come su quelle di Pisarro o di altri artisti. Unico controllo, i quadri sono guardati a vista dai custodi, come tutte le altre opere esposte. Poca gente anche alla Galleria dellAccademia. Stop al metal detector che segnala il mazzo delle chiavi in tasca che, una volta mostrato, ci viene restituito, e via. Un custode per sala, eccetto i due che stazionano davanti al David, protetto come i "Prigioni" da balaustre di vetro. La sala dei gessi è sbarrata allingresso. Per il resto il percorso nel museo è controllato da un vigilante per stanza. Al piano di sopra, altra sala chiusa: due custodi chiacchierano. Perché due sale chiuse? La chiacchierata si interrompe, arriva la riposta: «E una disposizione delle direzione, non so altro». Allingresso del Museo nazionale del Bargello il metal detector suona di nuovo: solite chiavi alla mano e via libera alla sala al piano terreno tra le sculture di Michelangelo e Cellini. Un gruppo con guida staziona davanti al "Bacco". Dovè il custode? Non cè. E lì a portata di mano cè il David di Cellini, il piedistallo del Perseo con le sue statuette in bronzo. Nessuno vigila, possibile? Da dietro al massiccio pilastro che sostiene le grandi volte, spunta il custode. Gira e osserva. E ridiventa invisibile quando, camminando, ritorna dietro al pilastro. Insomma è la struttura stessa della sala che lascia dei rischi con un custode solo. Due custodi invece nelle due sale della mostra dedicata alle sculture di Desiderio da Settignano. E due, a chiacchiera, anche al piano di sopra, nella sala di Donatello.
FIRENZE. Niente metal detector per Cézanne
Il cronista di Repubblica ha testato la sicurezza dei musei di Firenze, iniziando con la Galleria degli Uffizi. Ha trovato falle nei sistemi di sorveglianza e ha constatato che non ci sono metal detector per il pubblico in transito. Ha visitato anche il Palazzo Strozzi, dove ha visto che i custodi controllano solo il biglietto e non le borse dei visitatori. Ha trovato anche che le sale dei Cézanne e dei gessi sono chiuse e che i custodi non controllano le opere d'arte. Ha visitato anche il Museo nazionale del Bargello, dove ha trovato che il metal detector suona solo per le chiavi in tasca e che il custode non controlla le opere d'arte.
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