Il secondo al mondo dopo quello del Cairo Lavori dal 2008, l'apertura sarà assicurata Con un accordo di programma firmato oggi da ministero per i Beni Culturali, Fondazione Museo Egizio, enti locali e privati, che prevede stanziamenti per 50 milioni di euro, parte il progetto della grande trasformazione del museo torinese, la più importante raccolta al mondo di reperti egizi dopo quella del Cairo e già da alcuni anni in via di ammodernamento. Il bando sarà pronto nei prossimi giorni; i lavori dovrebbero partire all' inizio del 2008 e finire nei primi mesi del 2011 per i festeggiamenti dei 150 anni dall' Unità d'Italia. Il progetto prevede la ristrutturazione e il riallestimento del Museo, che potrà raddoppiare i suoi spazi (da 6.000 metri quadrati a 12.000) in quanto la soprastante Galleria Sabauda verrà spostata nella restaurata Manica Lunga di Palazzo Reale. I lavori, e questo è ritenuto un punto centrale dell' accordo, dovranno permettere di mantenere aperto il Museo, «pur se - ha spiegato il presidente della Fondazione Museo Egizio, Alain Elkann - i visitatori verranno informati del fatto che almeno una sala per volta non sarà disponibile». Ma, come ha detto anche il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, si è ritenuto di non interrompere il flusso dei visitatori in un momento in cui il Museo sta mostrando un significativo successo: in febbraio 38 mila presenze, nel 2006 oltre 560 mila con un incremento del 68, grazie anche alle Olimpiadi. Per Torino e per l' Italia l' accordo di programma firmato oggi è una sorta di unicum, un probabile modello per altri progetti analoghi. La sua specificità sta nel fatto che riguarda un bene dello Stato di notevoli dimensioni conferito ad una Fondazione mista pubblico-privato per la sua totale gestione. «Siamo molto soddisfatti di questo risultato - ha detto la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso - perché non è stato facile arrivarci. Si tratta di un progetto mastodontico e di rilievo culturale per il paese». Elkann ha parlato di Fase 2 per il Museo, ovvero di quella conseguente alla sua prima rinascita (che ha già prodotto il bellissimo restauro dello Statuario da parte dello scenografo Dante Ferretti, uno dei luoghi più amati dai visitatori) e alla stesura dello statuto della Fondazione. Un importante ruolo nel sostegno economico del progetto l' hanno avuto, oltre alla Regione (7 milioni), alla Provincia (3 milioni) e al Comune (10 milioni) di Torino, gli altri firmatari dell' accordo di programma: la Compagnia di San Paolo (25 milioni di euro) e la Fondazione Crt (5 milioni). Il restyling del Museo fa parte di un progetto complessivo di forte rilancio che prevede anche il suo inserimento in nuovi tour turistici e il coinvolgimento dei diversi musei egizi europei con quello di Torino al centro. Elkann ha sottolineato che arrivano tantissime richieste di prestiti da tutto il mondo, come nel caso della mostra in atto ora a Pechino (con 33 pezzi da Torino) e una in programmazione in Giappone.
MUSEI. L'Egizio di Torino raddoppia e rilancia
Il Museo Egizio di Torino, il secondo al mondo dopo quello del Cairo, sta per subire una grande trasformazione. Un accordo di programma firmato oggi prevede stanziamenti per 50 milioni di euro e la ristrutturazione e il riallestimento del Museo, che potrà raddoppiare i suoi spazi. I lavori dovrebbero partire all'inizio del 2008 e finire nei primi mesi del 2011 per i festeggiamenti dei 150 anni dall'Unità d'Italia. Il progetto prevede anche la spostazione della Galleria Sabauda nella restaurata Manica Lunga di Palazzo Reale. Il Museo dovrà mantenere aperto, anche se alcuni spazi non saranno disponibili.
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