- Il senatore di Forza Italia Pietro Paolo Amato ha annunciato la decisione di incatenarsi agli Uffizi per protestare contro il prestito dell' "Annunciazione" di Leonardo da Vinci, che partira' il 12 marzo prossimo per Tokyo in occasione della mostra "Primavera italiana". Nel tentativo di impedire il trasferimento, Amato ha inoltre presentato un'interrogazione urgente al ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, Francesco Rutelli. Secondo il senatore, al trasferimento dell"'Annunciazione", uno dei principali attrattori degli Uffizi, opera mai trasferita dalla sua sede, si sono gia' opposti molti autorevoli tecnici (il direttore degli Uffizi Antonio Natali, l'ex soprintendente al Polo Museale fiorentino Antonio Paolucci, Monsignor Verdon e Vittorio Sgarbi) sia per l'universale importanza dell'opera sia per il rischio cui si espone con il trasferimento. Ricordando, nella sua interrogazione, che il Codice dei beni culturali e del paesaggio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2004 prescrive che "non possono comunque uscire (dal territorio della Repubblica) i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica", Amato chiede al ministro Rutelli "se non ritiene opportuno ritirare la disponibilita' al prestito dell' 'Annunciazione' in virtu' dei molteplici autorevoli pareri negativi espressi in merito dai tecnici; delle valutazioni espresse sulla materia dalla Commissione prestito opere d'arte e nell'osservanza di quanto prescritto dal codice dei beni culturali".
FIRENZE: UFFIZI, DA AMATO (FI) INTERROGAZIONE CONTRO PRESTITO 'ANNUNCIAZIONE'
Il senatore di Forza Italia Pietro Paolo Amato ha annunciato di incatenarsi agli Uffizi per protestare contro il prestito dell' "Annunciazione" di Leonardo da Vinci, che partirà' il 12 marzo prossimo per Tokyo. Amato ha presentato un'interrogazione urgente al ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, chiedendo di ritirare la disponibilità al prestito dell'opera in virtù dei pareri negativi dei tecnici. Secondo Amato, il trasferimento dell'opera costituirebbe una violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
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